Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Valerio Massimo Manfredi, Carlo Carlei, Peter Rader
Sceneggiatura:
Jez e Tom Butterworth
Regia:
Doug Lefler
Prodotto da:
Dino De Laurentiis Company, Ingenious Film Partners, Quinta Communications, Zephyr Films Ltd.
Distribuito da:
01 distribution
Edizione italiana:
Cast Doppiaggio
Dialoghi italiani:
Valerio Piccolo
Direttore del Doppiaggio:
Massimiliano Alto
Assistente al doppiaggio:
Sabina Montanarella
Fonico di doppiaggio:
Fabrizio Salustri
Fonico di mix:
Alessandro Checcacci
Sonorizzazione:
SEFIT-CDC
Voci:
Ben Kingsley:
Franco Zucca
Colin Firth:
Massimo Rossi
Thomas Sangster:
Gabriele Patriarca
Aishwarya Rai:
Domitilla D
Kevin Mckidd:
Roberto Certomà
Peter Mullan:
Gerolamo Alchieri
Rupert Friend:
Simone D
Robert Pugh:
Saverio Moriones
Iain Glen:
Antonio Sanna
Nonso Anozie:
Mario Bombardieri
Harry Van Gorkum:
Angelo Maggi
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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In genere, quando autori e produttori statunitensi affrontano argomenti al di fuori della loro cultura rischiano di fare la classica americanata; bè, con L’ultima legione ci sono riusciti benissimo, e per di più con l’aiuto dei francesi e degli inglesi (ma questo giusto per aggirare le quote stabilite dalla direttiva europea TV sans frontieres) e con l’apporto prezioso di due autori italiani e di due sceneggiatori inglesi (tra cui Jez Butterworth regista del bellissimo Mojo e di Birthday girl).
Il film tenta di essere una sorta di prequel de La spada nella roccia aggrappandosi a fantomatiche e fantasiose teorie e, in precario equilibrio tra il serio e il faceto, si conduce stancamente fino allo scontato lieto fine. In tutto questo il doppiaggio certo non aiuta.
Il dialogo – oltre a essere spesso fuori sinc - è alquanto improbabile, direi da generone affettato in panni non suoi. I personaggi parlano come se – saltato a piè pari il liceo, o l’accademia militare – fossero appena usciti da un corso accelerato di computerese. Il tono generale della pellicola, come appena detto, è quello che è e non ci si aspetta certo un forbito eloquio in latino, ma visto che la pretesa, soprattutto nella prima parte del film, è quella di ricostruire seriosamente un certo periodo storico, certe parole e certe frasi lasciano di stucco. Qualche esempio: il piccolo imperatore tira fuori un “Che sapevi combattere” al posto di “Che sapevi batterti”, Aurelio che guardando un’armatura se ne esce con “Non ricordo come si mette”, Odoacre che dice “Ho dato supporto” al posto di “Ho dato sostegno”, poi non so chi urla in puro doppiaggese metafisico “Dannato uccello”, e nelle scene di combattimento – alla Bruce Lee - piene di versi fuori posto si sentono cose come “Ci penso io!”, “È tuo!”; infine la battuta climax: “Fuggirai come un cane finché non ti braccheranno”. Povero impero romano, davvero in piena decadenza!
Grande imbarazzo anche sulla direzione, che le buone interpretazioni di Massimo Rossi e Gerolamo Alchieri non riescono a salvare: non si contano le intonazioni sbagliate che bruciano quelle poche battute che avrebbero dovuto alleggerire il peso del pur costoso lungometraggio, e anche la scelta di alcune voci è discutibile: il seppur bravo Zucca su Ben Kingsley non s’incolla proprio e Domitilla D’Amico non riesce a rendere meno improbabile Aishwarya Rai.
In conclusione, un film di serie B merita un doppiaggio di serie B?
Il punto di vista di...
Buonasera, sono Antonella Canturi. Oggi sono andata a leggere un po’ di critiche sul vostro sito e mi sono saltati agli occhi un po’ di giudizi severi sulle edizioni curate da me. Vorrei innanzi tutto fare un appunto su L'Ultima Legione, che è stato stroncato dalla vostra critica, ci tengo a precisare che il film in Italiano è stato visto prima di uscire nelle sale dal signor Valerio Massimo Manfredi, che ,come forse sapete, ha scritto il libro, secondo, prima di sparare a zero e offendere dei professionisti tipo la sottoscritta e la Signora Maura Vespini, insegnate ai vostri critici che esistono le colonne internazionali, le cosiddette M&Es che spesso ci obbligano a tenere dei brusii in originale (vedi critica feroce con toni offensivi nei miei riguardi e nei riguardi della Vespini per il film "Amore ai tempi del colera"). Tengo a sottolineare poi, che a volte ci sono le scelte registiche, e molto spesso si affrontano riunioni e meeting con la Produzione e il Regista, per trovare le migliori soluzioni e anche se non migliori per voi, soluzioni che rispettano decisioni prese da chi il film lo ha girato. Spero che la mia email sia utile a farvi pensare di più e analizzare meglio tutti i processi che possono precedere un doppiaggio prima di scrivere a ruota libera. Un'ultima cosa: nelle schede che compilate quando menzionate le società di doppiaggio (tipo CVD, Pumais, Sefit etc..) dovete specificare accanto DOPPIAGGIO ITALIANO A CURA DI, ma non EDIZIONE ITALIANA, perchè sono due cose diverse, l'edizione Italiana comprende anche la stampa della copia 35mm in Italiano, quindi, il processo completo dell'edizione Italiana è seguito dal responsabile edizioni delle distribuzioni e non dalle società di doppiaggio. Cordialmente, Antonella Canturi
Antonella Canturi
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