Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Florian Henckel von Donnersmarck
Sceneggiatura:
Florian Henckel von Donnersmarck
Regia:
Florian Henckel von Donnersmarck
Prodotto da:
Wiedemann & Berg Filmproduktion
Distribuito da:
01 Distribution
Edizione italiana:
DEA 5
Dialoghi italiani:
Rodolfo Cappellini
Direttore del Doppiaggio:
Alida Milana
Assistente al doppiaggio:
Laura Masini
Fonico di doppiaggio:
Marco Meloni
Fonico di mix:
Fabio Tosti
Sonorizzazione:
SEFIT-CDC
Voci:
Ulrich Mühe:
Angelo Maggi
Ulrich Tukur:
Danilo De Girolamo
Sebastian Koch:
Francesco Prando
Martina Gedeck:
Laura Boccanera
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dialoghi italiani |
4,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
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Le vite degli altri è un bellissimo film, in cui dietro la storia di persone qualsiasi stritolate dal regime si legge una grande metafora del rapporto tra realtà e rappresentazione. Georg e Christa-Maria, drammaturgo e attrice di mestiere, sono costretti, pur di continuare a lavorare, lui a fingersi ossequioso del sistema, anche se nell’ombra scrive articoli di denuncia, e lei a concedersi al ministro della cultura. In quella che è la loro vita reale, non lo sanno ma stanno rappresentando se stessi per la Stasi, e l'agente incaricato di registrare scene e battute modifica i suoi rapporti per salvarli, dando a sua volta al governo una diversa rappresentazione della realtà.
Qual è la vita possibile quando si è costretti a fingere per sopravvivere? von Donnersmarck suggerisce che la sopravvivenza è nel pensiero e nell'arte: l'un tempo inflessibile agente della Stasi Gerd Wiesler troverà il suo riscatto e la sua umanità nelle parole di Brecht e nella musica, la "sonata per gli uomini buoni" che gli cambierà la vita.
Un gran film, perfetto nella sceneggiatura, nella regia, nell'interpretazione.
Di ottimo livello anche il doppiaggio. I dialoghi italiani sono asciutti, rigorosi, adeguati, senza sbavature retoriche né imprecisioni.
Molto buona la direzione degli attori, che interpretano in modo credibile i loro personaggi: il protagonista (Angelo Maggi), la cui voce esce come compressa dal ruolo che soffoca ciò che di umano c’è in lui; il tenente colonnello (Danilo De Girolamo), che sibila metallico ed esprime tutta la ferocia meccanica del potere; Georg (Francesco Prando), la cui voce italiana non poteva essere più incollata e infine Christa-Maria, cui Laura Boccanera restituisce ogni vibrazione del suo dolore senza mai scomporsi.
Se proprio si vuol trovare il pelo nell’uovo, forse qualche volta il sinc poteva essere più accurato, nei pur difficilissimi primissimi piani.
Giovanni Rampazzo
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