Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Beau Willimon (dal romanzo di Michael Dobbs)
Sceneggiatura:
Beau Willimon
Prodotto da:
Media Rights Capital
Distribuito da:
Netflix
Edizione italiana:
CDC SEFIT GROUP
Dialoghi italiani:
Nadia Capponi ed altri
Direttore del Doppiaggio:
Roberto Gammino
Assistente al doppiaggio:
Barbara Nicotra
Fonico di mix:
Andrea Pochini
Trasmesso in Italia da:
Sky Atlantic
Voci:
Kevin Spacey:
Roberto Pedicini
Robin Wright:
Laura Boccanera
Kate Mara:
Letizia Scifoni
Michael Kelly:
Simone Mori
Michel Gill:
Angelo Maggi
Sakina Jaffrey:
Tiziana Avarista
Corey Stoll:
Vittorio De Angelis
Kristen Connolly:
Rossella Acerbo
Constance Zimmer:
Eleonora De Angelis
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dialoghi italiani |
0 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
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Citando apertamente Shakespeare, House of Cards descrive senza mezzi termini gli intrighi e le trame messe in campo dal deputato Francis Underwood per compiere la sua scalata al potere.
Il meccanismo narrativo è ricalcato su quello di Riccardo III, con Underwood che sistematicamente annuncia le sue intenzioni e dialoga in continui a parte con lo spettatore, ammiccando e commentando esiti e programmi.
Un po’ perché l’opera del Bardo è immortale, un po’ perché la scrittura della serie è puntuale come un orologio, un po’ perché l’interpretazione di Spacey & co. rasenta la perfezione, un po’, per finire, perché la temperie (im)morale dei tempi sembra essere la stessa, insomma House of Cards risulta essere il prodotto televisivo migliore delle ultime stagioni.
Non altrettanto si può dire della sua versione italiana. Le interpretazioni sono discrete, con Pedicini quasi sempre misuratissimo su Spacey, la Boccanera sufficientemente algida su Robin Wright e gli altri adatti al ruolo e alla bisogna, anche se tutti peccano di un certo manierismo interpretativo che mi pare stia sostituendo sempre di più la storica “eccellenza italiana” del doppiaggio.
Assolutamente insufficienti giudico invece i dialoghi, spesso così contorti, contraddittori e spesso incomprensibili, in particolare nelle spesso concitate riunioni di vertice, da rendere difficile perfino seguire la storia; ma forse questo non è che l’abominevole risultato dell’aver distribuito 13 episodi fra 10* adattatori (il che vuol dire che almeno 7 ne hanno visto uno solo), in un’opera che è più uno sceneggiato che una serie.
Che lo scadente risultato sia almeno di lezione per il futuro, inducendo i responsabili del doppiaggio a una preventiva visione dei prodotti, o almeno a una ricerca in rete.
A questo difetto di fondo si sommano traduzioni approssimative quando non errori gravi. Senza dilungarmi in esempi, cito solo due perline: la prima è “liberal” tradotto con “liberale”, che vabbè che i politici sono tutti uguali, ma sarebbe il contrario; la seconda è l’abuso del congiuntivo, che ormai nel doppiaggio viene piazzato ovunque, fastidioso, grottesco, non solo dopo il “che” (che poi, si sappia, non sarebbe neanche sempre obbligatorio) ma, per non sbagliare, in generale dopo “di, a, da, in, con, su, per, tra, fra”. Sono i dialoghisti, forse, gli untori del micidiale virus che ha colpito la popolazione italiana, riducendo una gentile impiegata del Colosseo, intervistata l’altra sera da una nota trasmissione televisiva, a esprimersi così: «Mi ha detto si chiamasse Gabriel».
* per la cronaca e per la storia, i loro nomi (che non sono entrati nel campo previsto dal nostro programmatore) sono: Nadia Capponi, Massimo Locchi, Barbara Nicotra, Susanna Piferi, Massimiliano Virgilii, Vittorio De Angelis, Francesca Romana Raffi, Alessandro Spadorcia, Roberto Gammino, Mauro Pelliccioni
Replica
Salve, sono Susanna Piferi, vorrei chiarire alla redazione di Asinc,dal momento che sono stata annoverata tra gli adattatori di House of Cards, che di tutte le stagioni io ne ho fatta una sola puntata che mi è stato chiesto di fare in cinque giorni, per tappare un buco che si era creato nelle consegne. Quindi non credo di poter essere considerata responsabile dei brutti dialoghi. La prossima volta, per favore, prima di giudicare un dialoghista, controllate meglio chi sono gli adattatori fissi e quanti episodi hanno fatto. Grazie.
Risposta
Gentile Susanna Piferi, se si è sentita personalmente offesa dalle mie parole mi dispiace e me ne scuso. Non era mia intenzione attribuire colpe ai singoli; anzi suggerivo, al contrario, che la colpa di un risultato a mio parere scadente era da ricercarsi nella mancanza di continuità derivante dall'aver distribuito il lavoro fra troppi autori. Fatto che le sue parole confermano in pieno. La ringrazio del contributo di franchezza e della testimonianza sui tempi di lavorazione, di grande valore perché spiegano dall'interno, oltre ogni supposizione, le condizioni in cui viene svolto il suo delicato lavoro. Cordialmente
G.R.
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