Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Adam Sztykiel
Sceneggiatura:
Adam Sztykiel, Deborah Kaplan, Harry Elfont
Regia:
Paul Weiland
Prodotto da:
COLUMBIA PICTURES, ORIGINAL FILM
Distribuito da:
SONY PICTURES RELEASING ITALIA
Edizione italiana:
SEFIT-CDC
Dialoghi italiani:
ELETTRA CAPORELLO
Direttore del Doppiaggio:
SANDRO ACERBO
Assistente al doppiaggio:
CATERINA PIFERI
Fonico di doppiaggio:
FABRIZIO SALUSTRI
Fonico di mix:
ALESSANDRO CHECCACCI
Voci:
Patrick Dempsey:
Stefano Benassi
Michelle Monaghan:
Barbara De Bortoli
Kevin McKidd:
Roberto Chevalier
Sydney Pollack:
Michele Gammino
Richmond Arquette:
Massimo De Ambrosis
Busy Philipps:
Rossella Acerbo
Kathleen Quinlan:
Melina Martello
Kadeem Hardison:
Simone Mori
Chris Messina:
Roberto Gammino
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dialoghi italiani |
3,5 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
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Tanta gente e tanti soldarelli scomodati per una commediola matrimoniale che più banale e più infarcita di luoghi comuni non si può. Ma stavo con la nonnina e quindi me la son dovuta sorbire tutta ingozzandomi di fruttini canditi e fichi al cioccolato. (I confetti del matrimonio di mia cugina se li era finiti lei due giorni prima guardandosi per la ventesima volta Il Laureato, dando come al solito della svergognata alla Bancroft e piangendo come una fontanella quando DH entra in chiesa e pesta la vetrata urlando NOO! mentre si sta svolgendo la nozza della sua bella). Insomma, in questo filmetto di Paul Wieland, dopo tanta sofferenza d’amore inespressa, il protagonista - ricordandosi anche lui del Laureato - ma non trovando sottomano una rutilante Duetto, inforca uno stallone e si scaraventa in chiesa a dichiararsi. Folgorazione, e cazzottone scozzese del piantato all’altare. Stacco, scena finale sul nuovo sposalizio con i due in campo lunghissimo finalmente a scambiarsi il giuramento d’eterno amore: «Lo voglio», «Lo voglio». E mia nonna: «Che hanno detto?» - «Lo voglio, nonna.» - «Come lo vogliono?» - «Sì, nei film mettono così, adesso.» - «Ma l’ha cambiato Wotilla?» (Nonna lo chiama così) - «Wotilla è morto, nonna, ora c’e Ratzinger.» - «Embè, perché l’ha cambiato, che ha “sì” che non va bene? » - «Ma non è stato lui, nonna, l’hanno cambiato nel doppiaggio, perché in inglese per dire “sì” dicono “I will”, è la loro formula.» - «Però vuol dire sì?» - «Certo.» - «E allora perché non dicono sì e basta?» - «Non lo so, nonna, dovresti chiederlo al dialoghista, quello che ha tradotto il film.» - «Bè, se l’ha tradotto, perché non ha tradotto questo Will?»- «Non lo so, nonna.» - «Poi si lamentano che durano così poco, sì è sì e basta, lo voglio è solo il contrario di non lo voglio, oggi lo voglio, domani non lo voglio. Che ha detto quella sciacquetta (Marisa, mia cugina, ndr), domenica?» - «Nn,ss, non me lo ricordo, nonna.» - «Speriamo bene. Mi vai a prendere i pinoli al miele?» - «Scusami, li ho finiti, nonna.» - «Ma tu quando ti sposi, sei così bella?» - «Grazie, nonna».
Il resto del dialogo però è buono e sostiene tutte le parti con garbo e ironia, esagerando forse un po’ con un «McStronz» che non convince del tutto; chissà com’era in originale. Direzione fluida e di maniera, con qualche birignao ma in linea con la storia. Bravi tutti, soprattutto Chevalier, perfetto nel ruolo. Una cosa resta da ricordare di questa pellicolina scipita, la presenza di Pollack, alla sua ultima apparizione in un film. Grazie, Sydney. (Ecco, lui l’avrei sposato.)
Marnie Bannister
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