Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Thierry Jonquet
Sceneggiatura:
Pedro Almodóvar
Regia:
Pedro Almodóvar
Prodotto da:
AGUSTÍN ALMODÓVAR E PEDRO ALMODÓVAR PER EL DESEO S.A.
Distribuito da:
WARNER BROS. PICTURES ITALIA
Edizione italiana:
CDC SEFIT GROUP
Dialoghi italiani:
FRANCESCO VAIRANO
Direttore del Doppiaggio:
FRANCESCO VAIRANO
Assistente al doppiaggio:
ANTONELLA BARTOLOMEI
Fonico di doppiaggio:
FABRIZIO SALUSTRI
Fonico di mix:
ALESSANDRO CHECCACCI
Sonorizzazione:
CDC SEFIT GROUP
Voci:
Antonio Banderas:
Antonio Sanna
Elena Anaya:
Federica De Bortoli
Marisa Paredes:
Serena Verdirosi
Jan Cornet:
Emiliano Coltorti
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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Un film inquietante; non si parla di chirurgia per quarantenni insoddisfatte ma della follia di un uomo e delle gravissime conseguenze a cui tale follia porterà.
Il finale è commovente; chiunque può essere modificato “esternamente” ma non sarà mai possibile modificare l’Io, i propri sentimenti, i propri pensieri, insomma, la propria anima. (E quindi quelle poveracce che si tirano gli zigomi o si prosciugano la pappagorgia non saranno mai soddisfatte: cambiare ciò che è fuori non le renderà belle, solo misere: ricordate Pirandello?)
Parliamo d’altro, cioè del film: non c’è che dire, acchiappa; il dialoghista rende tutto molto fluido, ma alcuni scivoloni ci riportano, ahimé, in sala, e neanche troppo comodi.
Peccato per «Mi hanno detto la novità» (strana espressione per una madre a cui hanno comunicato la presunta morte del figlio); «Se continui su questo argomento» (non sarebbe stato meglio «se continui a parlare così»? o qualcosa di simile); «Se mi piaceva tanto me lo mettessi io»: la poltrona era diventata così scomoda!
Con un piccolo sforzo il dialoghista, che tanto apprezziamo, avrebbe fatto un lavoro eccellente.
È andata molto bene invece con la scelta e la direzione delle voci.
Ottimo Antonio Sanna su Banderas, vero lucido folle, e brava anche Serena Verdirosi: chi l’avrebbe detto che sapeva tutto ed era l’origine di tutti i matti presenti?
La De Bortoli se la cava; risulta sempre molto controllata, ma forse è una scelta. D’altra parte deve cercare di sopravvivere, e non è detto che lo yoga sia sufficiente. Emiliano Coltorti, malgrado sia presente limitatamente, ci dona un personaggio vero, reale: ci è piaciuto moltissimo.
Arturo Pennazzi
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