Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Brian Helgeland, Ethan Reiff, Cyrus Voris
Sceneggiatura:
Brian Helgeland
Regia:
Ridley Scott
Edizione italiana:
PUMAISdue
Dialoghi italiani:
FIAMMA IZZO (testi canzoni di PIETRO SCALIA)
Direttore del Doppiaggio:
FIAMMA IZZO
Assistente al doppiaggio:
SIMONA ROMEO
Fonico di doppiaggio:
SANDRO GALLUZZO
Fonico di mix:
MARK SHEFFIELD
Sonorizzazione:
CDC-SEFIT GROUP
Supervisione artistica:
PIETRO SCALIA
Voci:
Russell Crowe:
FABRIZIO PUCCI
Cate Blanchett:
ROBERTA PELLINI
Max von Sydow:
GIANNI MUSY
William Hurt:
LUIGI LA MONICA
Kevin Durand:
ALBERTO BOGNANNI
Mark Addy:
PINO INSEGNO
Mark Strong:
STEFANO BENASSI
Danny Huston:
ANGELO MAGGI
Eileen Atkins:
RITA SAVAGNONE
Oscar Isaac:
PAOLO DE SANTIS
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
dialoghi italiani |
3,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
Ridley Scott non fallisce un colpo e ci regala una bella versione di una delle leggende più amate da grandi e piccini, quella che in un’iconografia di un mondo in preda alla bramosia di potere (visto che con l’anno mille ha capito che dio è morto) vede affermato il senso di giustizia che sembra alberghi atavico nella nostra memoria operazionale, in cui il capo tribù percepisce che è più conveniente avere il consenso - base dell’amore - dai gregari fissando i primi rudimenti della democrazia che imporre il proprio ordine col terrore (mica c’era la TV). Robin quindi, qui a cavallo tra l’avventuriero opportunista e il padrone buono, si fa le ossa e prende coscienza che presto diventerà una star sempreverde e che dal boschetto di Sherwood diverrà un simbolo planetario degli oppressi. (E niente niente, visto che l’ha coprodotto, non è che Russel Crowe ha intenzione in futuro di darsi alla politica? Per l’Italia - e il PD - sarebbe una bella soluzione. Altrimenti ce lo vedete Di Pietro con arco e frecce?). Insomma si passano due orette gratificanti e consolatorie anche perché già sappiamo che i buoni vincono, ma anche grazie a un buon doppiaggio con tutti molto compenetrati nelle parti. Eccezionale fra tutti Gianni Musy nel far vivere il babbo di Marion, uno stupendo max Von Sydow in stato di grazia, molto brava ed efficace la Pellini sul mostro-semidio Blanchett: perfetta, sempre, qualsiasi cosa faccia, e straordinari e coinvolti tutti gli altri: da Maggi su Riccardo, a Insegno sul Frate, a La Monica su Guglielmo - per segnalarne alcuni - anche grazie a una direzione sentita e attenta (tranne che in un punto, dove si scorda di dar voce a un “assistente” dello sceriffo che muto gesticola e muove le labbra). Il dialogo è molto aderente e curato, forse in qualche punto un po’ troppo, nel senso che “l’anticatura” spesso mette in bocca alcune espressioni un po’ preziose per i poveracci ignoranti del tempo che ancora non avevano ricevuto la luce del Supremo Bardo. Ma è questione di sfumature. L’ascolto è sereno e senza scosse, o quasi: «il tempo per fingere» mi ha mandato di traverso una cucchiaiata di burrata da oscar appena giunta dal Matese e un «abbiate cura di voi» mi ha stimolato un ruttino, infine nelle scene dell’incendio si sente un «siete salvi» che suona didascalico. Giusti i passaggi in francese e grazie per aver doppiato (bene) le canzoni.
Marnie Bannister
![]() |
||
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
![]() |
La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.