Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Camille Thomasson, Bart Gavigan
Sceneggiatura:
Camille Thomasson, Bart Gavigan
Regia:
Eric Till
Prodotto da:
EIKON FILM, NFP TELEART, THRIVENT FINANCIAL FOR LUTHERANS
Distribuito da:
Metacinema
Edizione italiana:
Cast Doppiaggio
Dialoghi italiani:
Carlo Cosolo
Direttore del Doppiaggio:
Carlo Valli
Assistente al doppiaggio:
Patrizia Salmoiraghi
Voci:
Joseph Fiennes:
SImone D'Andrea
Alfred Molina:
Massimo Rossi
Jonathan Firth:
Niseem Onorato
Bruno Ganz:
Giorgio Lopez
Peter Ustinov:
Sergio Graziani
Uwe Ochsenknecht:
Roberto Pedicini
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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La multinazionale di famiglia, il Vaticano, si è sempre ben guardata dal dare troppo spazio al sor Lutero e quindi anche la diffusione di questo film è passata un po’ sotto silenzio. Non ci risulta infatti che sia mai stato trasmesso in prima serata dalle tv, come sarebbe stato doveroso, non perché sia un capolavoro, ma in quanto descrive in modo piuttosto lineare un momento storico importante che cambia i giochi religiosi e politici in Europa e nel mondo. Un esempio e un insegnamento per i grassi cattolici nostrali pieni di ipocrisie e contraddizioni. Un biopic che, anche senza una grande regia, procedendo però di maniera e avvalendosi di buoni attori, ci consegna un film storico che mancava. Il doppiaggio è di tutto rispetto, ben lontano dal tono del docu-drama appostato dietro l’angolo, e gli attori sono stati condotti nei loro ruoli con professionalità interpretando i personaggi senza sbavature. Simone D’Andrea è un Lutero asciutto e nervoso e copre Fiennes alla perfezione, Giorgio Lopez si incolla al grande Ganz facendone risaltare l’atteggiamento, paterno, premuroso e preoccupato, Pedicini, ben istruito, colora il Papa con toni di giusto contrasto che mettono in risalto la personalità stravagante di Leone Decimo, e infine Sergio Graziani ci regala un eccellente Federico di Sassonia, interpretato da un ultimo meraviglioso Peter Ustinov facendone affiorare tutta l’intelligenza espressiva. Bravi anche tutti gli altri. Dialoghi fluidi e senza scosse, rigorosi e adeguati al periodo storico compiono più che degnamente la difficile opera di mediazione. Notata solo una piccola scivolata con un «non ho mai detto di avere tutte le risposte» in doppiaggese puro e una fastidiosa asincronia tra gesto e parola - che però si ripete per ben due volte - durante un sermone di Lutero, laddove scotendo negativamente il capo pronuncia le frasi: «allora abbiamo un dio d’amore» e «ne vede la pienezza del cuore». Sospetta eresia. Se lo sapesse la santa inquisizione due giri di ruota sarebbero assicurati.
Salvo Cavallaro
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