Recensioni Reviews
Scheda
Prodotto da:
Sony Pictures Television
Edizione italiana:
TECHNICOLOR SOUND SERVICES
Dialoghi italiani:
RODOLFO CAPPELLINI, EVA CAVACIOCCHI (s.1); EVA CAVACIOCCHI, MARCO CORTESI, MARGHERITA SESTITO (s.2)
Direttore del Doppiaggio:
ALIDA MILANA
Assistente al doppiaggio:
ALESSIA CICCORELLI
Fonico di mix:
GIANNI PALLOTTO (s.1), ANDREA ROVERSI (s.2)
Trasmesso in Italia da:
AXN; Rai 4
Voci:
Bryan Cranston:
STEFANO DE SANDO
Aaron Paul:
FRANCESCO PEZZULLI
Anna Gunn:
ALESSANDRA KOROMPAY
Dean Norris:
ALBERTO ANGRISANO
Betsy Brandt:
FRANCESCA FIORENTINI
Jessica Hecht:
SABRINA DURANTI
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dialoghi italiani |
3,5 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
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Quando non si ha più niente da perdere, nel senso che ti viene diagnosticato un cancro, ci si può sentire autorizzati a diventare spacciatori per assicurare una cospicua eredità ai propri cari? A quanto pare il senso morale del professore protagonista lo prevede e quindi eccolo in opera, in questa serie statunitense di buona fattura, a mettere in mostra le sue scelte con quel che ne consegue, e le relative contraddizioni. La descrizione dei caratteri e delle psicologie è così puntuale ormai che ormai conosciamo tutto del cittadino Usa, molto meglio del nostro vicino di casa, ed è proprio questo uno dei nostri problemi sociali. Solipsismo urbano da sovraesposizione televisiva, strania e corrode i sentimenti e la capacità di capirsi e germina il kamikaze che è in noi. Tutti bravi gli interpreti sia di primo che di secondo piano sempre pronti a intavolare le continue sfide col destino di una società in avanzato stato di disgregazione - la loro, quindi anche la nostra, in cui fiction e realtà si intrecciano inframmezzate dalla medesima pubblicità - messe in campo da una sceneggiatura solida e attenta. E tutte ben scelte le voci dirette con naturalezza da Alida Milana: in particolare Alberto Angrisano su Dean Norris e Alessandra Korompay nel ruolo della moglie dell’infelice protagonista. Fluidi e calzanti i dialoghi, adeguati ai personaggi, senza troppi calchi né forzature. Un buon risultato per una serie, ma questo non ci rende tutti meno colpevoli.
Giacomo Depero
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