Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Alejandro Amenábar, Mateo Gil
Sceneggiatura:
Alejandro Amenábar, Mateo Gil
Regia:
Alejandro Amenábar
Prodotto da:
FERNANDO BOVAIRA, ÁLVARO AUGUSTIN PER HIMENÓPTERO, MOD PRODUCCIONES, TELECINCO CINEMA, CINEBISS
Distribuito da:
MIKADO
Edizione italiana:
TECHNICOLOR
Dialoghi italiani:
ELETTRA CAPORELLO
Direttore del Doppiaggio:
RODOLFO BIANCHI
Assistente al doppiaggio:
FRANCESCA RIZZITIELLO
Fonico di doppiaggio:
VINCENZO MANDARA
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Voci:
Rachel Weisz:
FRANCESCA FIORENTINI
Oscar Isaac:
FABIO BOCCANERA
Max Minghella:
FRANCESCO PEZZULLI
Rupert Evans:
ALESSANDRO QUARTA
Sami Samir:
FRANCESCO PRANDO
Michael Lonsdale:
BRUNO ALESSANDRO
Ashraf Barhom:
ANGELO MAGGI
Richard Durden:
DARIO PENNE
Manuel Cauchi:
STEFANO DE SANDO
Homayoun Ershadi:
RODOLFO BIANCHI
Oshri Cohen:
MARCO VIVIO
Harry Borg:
EMIDIO LA VELLA
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dialoghi italiani |
4,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
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Poco ha da giustificare il sig. Razzingher, a distanza di oltre 1.500 anni, i comportamenti del santo e dottore della chiesa Cirillo, uno dei più grandi figli di puttana che la Storia ricordi, responsabile della distruzione della biblioteca di Alessandria, del martirio di Ipazia e della persecuzione di Nestorio, padre della chiesa copta. Il film è nitido e impeccabile come tutti gli altri di Amenabar, regista davvero prodigioso, e dimostra come sia in grado di affrontare anche il genere storico con una ricostruzione che non indulge a nessuna americanata, salvo che nel finale. Infatti per le cronache del tempo e i maggiori storici venne scorticata viva e uccisa dai cristiani a colpi di cocci o valve di conchiglie, mentre nel film viene gentilmente soffocata prima di essere fatta a pezzi e bruciata. E il doppiaggio è molto attento a flottare nel giusto calibro, a completare, e a scomparire nei volti e nei ruoli con le giuste voci e ottime interpretazioni – in particolare vanno segnalati Prando e Alessandro - grazie alla coerente e sentita direzione di Bianchi. I dialoghi, precisi e mai fuori misura, aderiscono senza sbalzi alle situazioni e al periodo storico. Che volere di più?
Il punto di vista di...
Cara redazione, la recensione molto "calda" di Agorà, mi sembra che non tenga conto delle molte libertà storiche che il regista si è preso nella ricostruzione della storia di Ipazia, libertà che in modo diverso si era preso nel ricostruire la vicenda di Mar Adentro. Anche se non siamo a Hollywood, non è mai bene prendere per oro colato (storico) quella che è una ricostruzione di finzione. Senza andare a scomodare i libri degli storici, che pure sono citati come fonti in molti articoli, si possono trovare le invenzioni e le unilateralità di Amenabar in molti articoli che si trovano sul web, e il recensore avrebbe potuto dargli almeno un'occhiata. Solo per dirne una fra tante, la biblioteca di Alessandria fu distrutta qualche secolo prima della nascita di Cirillo..., nel 48 avanti Cristo, anche se il film incolpa Cirillo anche di questo... Un saluto!
la risposta...
Verissimo, la recensione era "calda" perché scritta non tanto con la ragione quanto col cuore: è un mio difetto trasalire di fronte a certi oltraggi seppelliti dalla Storia e che la Storia hanno cambiato forse ritardando di mille anni l'avvento della ragione, compresa la mia. In effetti, compulsando qualche sacro testo - nel senso enfatico di significativo e credibile - risulta che le distruzioni della biblioteca, a partire dal 48 a.C. con la conquista di Alessandria da parte di Giulio Cesare, furono più di una e che il responsabile dell'ultima e definitiva distruzione, avvenuta nel 391 d.C., fu l'arcivescovo Teofilo, zio di Cirillo, a cui quest'ultimo successe alla sua morte. Una cosa in famiglia insomma. Ma questo non mi esime dallo scusarmi per non essermi documentata meglio ed aver abboccato come un'ingenua carpetta all'amo dorato di Amenabar.
(m.b.)
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