Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Robert Rodat
Sceneggiatura:
Robert Rodat
Regia:
Steven Spielberg
Prodotto da:
AMBLIN ENTERTAINMENT, DREAMWORKS SKG, MARK GORDON PRODUCTIONS, MUTUAL FILM CORPORATION, PARAMOUNT
Distribuito da:
UNITED INTERNATIONAL PICTURES
Edizione italiana:
SEFIT-CDC
Dialoghi italiani:
FRANCESCO VAIRANO
Direttore del Doppiaggio:
MANLIO DE ANGELIS
Assistente al doppiaggio:
ANTONELLA BARTOLOMEI
Sonorizzazione:
INTERNATIONAL RECORDING
Voci:
Tom Hanks:
FRANCESCO PRANDO
Edward Burns:
CORRADO CONFORTI
Tom Sizemore:
ROBERTO PEDICINI
Matt Damon:
FABRIZIO MANFREDI
Jeremy Davies:
ALESSANDRO TIBERI
Adam Goldberg:
ROBERTO CERTOMA'
Barry Pepper:
DAVIDE CHEVALIER
Giovanni Ribisi:
STEFANO CRESCENTINI
Vin Diesel:
PASQUALE ANSELMO
Ted Danson:
ANTONIO SANNA
Dennis Farina:
LUCIANO DE AMBROSIS
Harrison Young:
CESARE BARBETTI
Harve Presnell:
RENATO MORI
Leland Orser:
MINO CAPRIO
Nathan Fillion:
FRANCESCO BULCKAEN
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dialoghi italiani |
3,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4 | |||
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Spielberg non è certo Dalton Trumbo e non è certo contro la guerra, infatti la celebra attraverso gli eroi. E infatti che sono se non eroi, figli di una (madre) patria eroica che salva ad ogni costo i suoi figli martoriati dal destino, i soldati che partono alla ricerca del piccolo Ryan guidati verso morte certa dal capitano Miller? Sarebbe squallido se fosse solo un espediente drammaturgico. Sacra quindi è la guerra e Spielberg la dipinge nel minimo dettaglio con mostruosa bravura tecnica e artistica – con deliziosi intarsi di alta e bassa macelleria e intense inquadrature colme di sdegno e onore - tutto concedendo alla ferocia umana e alla propaganda ideologica, amorevoli madre e figlia della sopravvivenza e della sopraffazione. Questa è l’Umanità.
E ci dice anche che l’uomo nuovo è lontano dal nascere, visto che il fortunato ormai invecchiato Ryan non si limita a informarci di aver meritato la morte di chi lo ha salvato, ma saluta militarmente chi è caduto per lui, pronto a uccidere per la prossima “giusta” causa. Senza se e senza ma, e senza eroi, era contro la guerra E Johnny prese il fucile.
Il doppiaggio partecipa all’ennesimo “capolavoro” spielbergheriano con molto impegno, attraverso una minuziosa e quasi sempre azzeccata scelta delle voci e una direzione degli attori attenta a ogni sfaccettatura dei caratteri; perfette in particolare – a proposito di propaganda - le rese degli interpreti nazisti e gli equilibri con le colonne originali. Gran lavoro su Hanks di Francesco Prando, ma di alto livello anche Davide Chevalier su Jackson e Alessandro Tiberi su Upham. Forse un po’ troppo “perfettino” Manfredi sul giovane Ryan, avremmo voluto sentirlo più naturale, più figlio di una famiglia numerosa delle grandi pianure, ma forse questa è una piccola colpa della pur sapiente sceneggiatura che obbliga il ruolo a una prestazione che sembra essere troppo raffinata.
Godibili anche i dialoghi anche se talvolta minimamente leziosi, e quindi poco spontanei su certe facce, e in certi punti con un sinc in affanno. Uniche incongruenze, notato un «e levati di dosso» di troppo nel momento sbagliato e un «datti una mossa» a cui personalmente preferisco «datti una smossa». Peccati veniali.
Giacomo Depero
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