Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
John Fante
Sceneggiatura:
Robert Towne
Regia:
Robert Towne
Prodotto da:
TOM CRUISE, PAULA WAGNER, JONAS MCCORD, DANIEL BAUR, PARAMOUNT PICTURES
Distribuito da:
Moviemax
Edizione italiana:
C.D. Cine Doppiaggi
Dialoghi italiani:
MAURO TRENTINI
Direttore del Doppiaggio:
MASSIMO LODOLO
Assistente al doppiaggio:
CARLA AMARI
Fonico di doppiaggio:
ANTONELLO GIORGIUCCI
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Sonorizzazione:
TECHNICOLOR SOUND SERVICES
Voci:
Colin Farrell:
FABIO BOCCANERA
Salma Hayek:
FRANCESCA FIORENTINI
Dame Eileen Atkins:
MIRANDA BONANSEA
Donald Sutherland:
SERGIO GRAZIANI
Idina Menzel:
ALESSANDRA KOROMPAY
Jeremy Crutchley:
TEO BELLIA
Richard Schickel:
OLIVIERO DINELLI
Justin Kirk:
DANILO DI MARTINO
Dion Basco:
IVAN ANDREANI
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
2,5 | |||
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Come troppo spesso accade, la trasposizione cinematografica di un romanzo non rende omaggio al soggetto. Sappiamo quanto è difficile, ma sappiamo anche che non è impossibile (vedi per tutti Il nome della rosa).
Purtroppo questo film non entusiasma, e l’edizione italiana, per quanto discreta – a parte qualche scivolone –, non lo aiuta a sollevarsi.
I brusii sono doppiati, il film che i protagonisti vedono al cinema in italiano evita la solita sensazione di straniamento; peccato per «ha lasciato il suo appartamento»; peccato pure per «il terremoto di magnitudo sei punto quattro» (siamo sicuri che negli anni Trenta i decimali si pronunciassero così? fino a una quindicina di anni fa si diceva virgola, e la storia è ambientata ben più di quindici anni fa).
La direzione è discreta, fa quel che può: Los Angeles è finalmente pronunciata correttamente (evviva), buono il sinc, ma gli attori al leggio recitano come se sapessero già che fine faranno, manco avessero letto la trama sul retro del dvd, già desolati per la brutta fine di Camilla; e i comprimari, Sergio Graziani e Alessandra Korompay, malgrado lo sforzo, sembrano completamente fuori luogo: la presenza in scena degli attori doppiati da loro faceva tirare un sospiro di sollievo, ma erano piccoli episodi in una lunga e triste desolazione. Onestamente a nessuno di loro si poteva chiedere di più.
In definitiva, questo film sembra solo una inutile variazione sul tema di La dame aux camélias: La Traviata, La Bohème, Moulin Rouge non hanno insegnato niente?
Arturo Pennazzi
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