Recensioni Reviews
Scheda
Prodotto da:
British Broadcasting Corporation
Edizione italiana:
MULTIMEDIA NETWORK
Dialoghi italiani:
NICOLA BRUNO
Direttore del Doppiaggio:
NICOLA BRUNO
Fonico di mix:
CLAUDIO OLIVIERO
Trasmesso in Italia da:
RaiTre
Voci:
Julie Graham:
FRANCESCA FIORENTINI
Max Beesley:
FRANCESCO BULCKAEN
Paterson Joseph:
MASSIMO BITOSSI
Zoe Tapper:
DOMITILLA D'AMICO
Nikki Amuka-Bird:
SELVAGGIA QUATTRINI
Phillip Rhys:
STEFANO CRESCENTINI
Chahak Patel:
MANUEL MELI
Robyn Addison:
VALENTINA MARI
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
2 | |||
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Le idee forti come quella della fine del mondo non tramontano mai e a partire dall’Apocalisse – la Bibbia è la madre di tutte le fiction – hanno portato un gran contributo alla narrativa e al cinema. E alla TV. Il rifacimento di Survivors è un esempio degno e ben strutturato della messa in scena dell’apocalisse prossima ventura, il suo punto forte è l’esecuzione tecnica, unita a un cast di attori che si muovono a dovere in un impianto scenografico in cui tutto è possibile. Il suo punto debole è la troppa pulizia, l’eccesso di asetticità: un’apocalisse che si rispetti è lercia e puzza, investe lo spettatore come fosse una rivoluzione naturale, come nello splendido The Road, totalmente senza speranza, mentre in Survivors la speranza è sempre dietro l’angolo. E se la versione originale è un punto a favore della miniserie, il suo doppiaggio italiano stenta ad appassionare, è come un camion con una ruota bucata, manda tutto fuori centro provocando una vibrazione negativa che aumenta il senso generale di poca credibilità, mostra il limite della fiction. Le voci sembrano essere scelte un po’ a casaccio e non stanno sui personaggi, non riescono a riprodurre l’Ansia di chi è destinato a essere un sopravvissuto, in bilico con la responsabilità di non esssere morto. Hanno come l’emozione di qualcuno che esce da un centro benessere e si ritrova una multa sul parabrezza (a proposito, si sente qualcuno dire «parabreza»), la direzione non è riuscita a mandare a regime il motore interiore degli attori che quindi recitano la loro parte senza l’anima necessaria. Stesso discorso per i dialoghi che sembrano come tradotti da Adactator 1.3 mentre questa serie avrebbe meritato almeno la versione 3.1. Con meno calchi. Frasette come «si sente minacciato dal mio potenziale» mi hanno fatto un po’ cascare le braccia, «presentarti disponibile» me le hanno fatte incrociare, i troppi «già» mi hanno irritato la mucosa gastrica, al «dannata porta» ho spento.
Marnie Bannister
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