Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Curt Siodmak
Sceneggiatura:
Andrew Kevin Walker, David Self
Regia:
Joe Johnston
Prodotto da:
BENICIO DEL TORO, SEAN DANIEL, SCOTT STUBER, RICK YORN PER STUBER PRODUCTIONS, RELATIVITY MEDIA
Distribuito da:
UNIVERSAL
Edizione italiana:
PUMAISdue
Dialoghi italiani:
FIAMMA IZZO
Direttore del Doppiaggio:
FIAMMA IZZO
Assistente al doppiaggio:
IVANA FEDELE
Fonico di doppiaggio:
CARLO RICOTTA
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Sonorizzazione:
TECHNICOLOR spa
Voci:
Benicio Del Toro:
FABIO BOCCANERA
Anthony Hopkins:
DARIO PENNE
Hugo Weaving:
STEFANO BENASSI
Emily Blunt:
DOMITILLA D'AMICO
Antony Sher:
FRANCO MANNELLA
Geraldine Chaplin:
PAILA PAVESE
Roger Frost:
AMBROGIO COLOMBO
Clive Russell:
RODOLFO BIANCHI
Nicholas Day:
BRUNO ALESSANDRO
Art Malik:
GIANNI WILLIAMS
Mario Marin-Borquez:
FRANCESCO MANGIAVACCHI
Asa Butterfield:
ANDREA DI MAGGIO
David Sterne:
GIANNI GIULIANO
Rob Dixon:
GEROLAMO ALCHIERI
David Schofield:
GAETANO LIZZIO
Lorraine Hilton:
CRISTINA DIAN
Shaun Smith:
CARLO SCIPIONI
Simon Merrells:
ALESSANDRO BALLICO
Michael Cronin:
CARLO REALI
Shaun Smith:
CARLO SCIPIONI
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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Wolfman uscito da poco sugli schermi (ma perché non tradurre il titolo col classico “uomo lupo”?) continua la simpatica tradizione della Universal Pictures di realizzare remake aggiornati dei classici film di mostri che erano il suo marchio di fabbrica negli anni ’30 e ’40. In questo caso siamo di fronte ad una rivisitazione aggiornata del mitico Uomo Lupo, interpretato nel 1941 da Lon Chaney jr. e Claude Rains e diretto da George Waggner sulla base di una affascinante sceneggiatura originale di Curt Siodmak, ricca di riferimenti alla religione ebraica (Siodmak, ebreo, si era rifugiato ad Hollywood per sfuggire alle persecuzioni della Germania nazista). Questa nuova produzione riprende in parte la trama del classico (stavolta però la mutazione in uomo lupo è una maledizione di famiglia) e il risultato è un prodotto piacevole, non un capolavoro ma sicuramente godibile, grazie all’interpretazione dei protagonisti Benicio del Toro ed Emily Blunt, alle belle scenografie, ai sontuosi costumi di Milena Canonero ed alle musiche molto belle di Danny Elfman. Assistiamo dunque, in piena epoca vittoriana, alle vicende del giovane Lawrence Talbot che, tornato a casa in occasione della misteriosa morte del fratello, conosce Gwen, la fidanzata di quest’ultimo, se ne innamora e, purtroppo, una notte di luna piena, ha un incontro ravvicinato con una belva assetata di sangue che lo condannerà ad un terribile destino...
Del Toro e la Blunt sono bravi, belli ed efficaci, ci sono alcune scene splatter che potranno disturbare qualche anima candida, Geraldine Chaplin offre un efficace cameo nel ruolo della zingara Maleva. Quello che non funziona è Anthony Hopkins, ormai da anni in replica perpetua per ragioni alimentari di cugini più o meno di primo grado di Hannibal Lecter. Il suo personaggio del padre è funzionale alla vicenda ma risulta abbastanza scontato e monocorde.
Mi è comunque piaciuto il doppiaggio, curato dalla PumaisDue con dialoghi e direzione di Fiamma Izzo. Fabio Boccanera è azzeccatissimo quale voce di Lawrence e coglie perfettamente il senso di tragedia del personaggio. Domitilla D’Amico conferma la sua bravura quale doppiatrice di Emily Blunt nel suo ruolo romantico; Stefano Benassi è convincente nel suo doppiaggio di Hugo Weaving (l’ispettore di polizia), mentre il valoroso Dario Penne fa quello che può con un Hopkins, come abbiamo già notato, decisamente sottotono. A completare il quadro delle emozioni sonore del film ascoltiamo le care intonazioni di Paila Pavese tratteggiare il mistero della Maleva di Geraldine Chaplin con classe e raffinatezza adeguate.
Nunziante Valoroso
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