Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Tamara Jenkins
Regia:
Tamara Jenkins
Prodotto da:
FOX SEARCHLIGHT PICTURES, LONE STAR FILM GROUP, THIS IS THAT PRODUCTIONS, AD HOMINEM ENTERPRISES
Distribuito da:
20th Century Fox
Edizione italiana:
LaBiBi.it
Dialoghi italiani:
GIANNI G. GALASSI
Direttore del Doppiaggio:
GIANNI G. GALASSI
Assistente al doppiaggio:
FLAVIO CANNELLA
Fonico di doppiaggio:
ALESSANDRO DI BENEDETTI
Fonico di mix:
RICCARDO CANINO
Voci:
Laura Linney:
ANNA CESARENI
Philip Seymour Hoffman:
PASQUALE ANSELMO
Philip Bosco:
FRANCO ZUCCA
Peter Friedman:
STEFANO DE SANDO
Gbenga Akinnagbe:
FABRIZIO VIDALE
David Zayas:
ENRICO CHIRICO
Cara Seymour:
ANNA IGIEL
Tonye Patano:
EMANUELA AMATO
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dialoghi italiani |
4,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
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«Tutte queste menate del benessere dell’anziano servono solo per mascherare l’imbarazzante realtà che gli esseri umani muoiono. E la morte è una cosa ripugnante e stomachevole. È tutto un cacarsi addosso e pisciare e puzzare di latrina». È in queste parole di Jon (Philip Seymour Hoffman) il senso della Famiglia Savage, amara e assai intelligente riflessione sul tabù della morte che, tra gli altri, affligge questa sciagurata società e al quale la struttura “famiglia” non sa più (come forse in passato sapeva) rispondere.
Jon e Wendy (Laura Linney), infatti, per quanto intellettuali di professione o di inclinazione, nulla hanno ricevuto dalla famiglia (e dell’aspettativa delusa pagano le conseguenze) e nulla sono in realtà in grado di restituire a ciò che ne rimane, il vecchio padre affetto da un’imbarazzante demenza senile.
La famiglia Savage è un film ben scritto, ben diretto e benissimo interpretato, a dimostrazione, tra l’altro, che gli Usa sanno partorire non soltanto pellicole piene solo di effettacci, ma anche film a basso costo come questo, pieni però di senso. Film preziosi.
L’edizione italiana non tradisce e ne restituisce in pieno tutto il valore, sia nella scrittura – con dialoghi raffinati, giustamente complessi e ben calcati sui personaggi –, sia nell’interpretazione. Bravissima su tutti Anna Cesareni, che ci trasporta senza farcene accorgere nell’io compresso di Wendy, come Pasquale Anselmo, che ci fa cogliere con grande misura l’infelicità, la disillusione e la rabbia verso la vita di Jon. Tutti ben scelti e ben coordinati gli altri.
Giovanni Rampazzo
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