Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Terry Gilliam, Charles McKeown
Regia:
Terry Gilliam
Prodotto da:
AMY GILLIAM, SAMUEL HADIDA E WILLIAM VINCE PER DAVIS-FILMS, INFINITY FEATURES ENTERTAINMENT
Distribuito da:
MOVIEMAX
Edizione italiana:
STUDIO ASCI
Dialoghi italiani:
MARIO CORDOVA
Direttore del Doppiaggio:
MARIO CORDOVA
Assistente al doppiaggio:
SILVIA MENOZZI
Fonico di doppiaggio:
MARIO FREZZA
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Sonorizzazione:
TECHNICOLOR SOUND SERVICES
Voci:
Heath Ledger:
MARCO FOSCHI
Johnny Depp:
FABIO BOCCANERA
Jude Law:
NISEEM ONORATO
Colin Farrell:
SIMONE D'ANDREA
Christopher Plummer:
GIANNI MUSY
Andrew Garfield:
NANNI BALDINI
Lily Cole:
MARIA LETIZIA SCIFONI
Verne Troyer:
EDOARDO NEVOLA
Tom Waits:
LUCA BIAGINI
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4 | |||
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Grande affrescatore di incubi sontuosi Terry Gilliam, e gran maestro di goticherie ancestrali, ma soprattuttto geniale e minuzioso illustratore del delirio alcolico, a cui molto si è disposti a perdonare; il troppo indugiare, l’indulgere al birignao di qualche attore tendente allo sbrodolio, ma l’insieme, il parto fantastico supera il ragionevole difetto e l’inganno è perfettamente consumato per la nostra intima gioia: più che lo svampito Faust, in salsa dickensiana, L’Ulisse spazia nello spazio-tempo filmico e ci dona la sua oppiacea fantasia che flotta da Yellow Submarine a Körkarlen, da Lo scimmiotto di pietra di Wu Cheng'en alle cupe grazie prospettiche di Edward Gorey. Quanto oggi di più necessario per resistere allo squallido piattume ammannito a badilate digitali dagli imperanti signori e signore del male per le loro mire, segno che possiamo ancora sperare, ma solo grazie al miracolo della poesia, in ogni sua forma, per renderci consapevoli e refrattari. Un miracolo anche produttivo, chissà quante anime sarà costato. Magistrale Plummer, a cui manca solo un po’ di visibile ipersalivazione, doppiato magistralmente da Gianni Musy, come anche Waits, a cui Luca Biagini si sovrappone alla perfezione. Ben scelto e bravissimo anche Edoardo Nevola su Percy, un Verne Troyer di gran rilievo. I quattro Toni sono nella norma, bravi ma lasciati un po’ fare, mentre le voci scelte per Anton (un po’ sopra le righe) e Valentina (che non trova le righe giuste) mi hanno lasciata perplessa; certo, questione di sfumature in cui vale il principio della scelta soggettiva. Il dialogo è senza svolazzi, non fa sognare come il décor ma ha ritmo, salvo essere poco comprensibile nelle scene “caotiche”, ma la cosa è comprensibile. Piccola pecca il far leggere a Valentina in fuoricampo il titolo della rivista “La casa ideale”, il senso era chiaro e comunque pochissimo dopo Anton lo chiarirà in modo esplicito. Altra pecca i troppi «okay» inseriti, davvero troppi. Poi, un interrogativo inquietante che ci costringe malvolentieri a sterzare sul sospetto inesistente incesto: ma perché Parnassus chiama la figlia «Bocconcino»? Sentito infine Percy dire a Parnassus: «Dovrai dirgli la verità», riferito a Valentina. Errore imbarazzante invece nel cartello finale (ma qui forse il dialoghista non c’entra) che dedica il film al protagonista prematuramente scomparso: «A film from Heath Ledger friends» diventa «Un film di Heath Ledger e amici».
Marnie Bannister
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