Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Frank Miller
Sceneggiatura:
Frank Miller, Robert Rodriguez
Regia:
Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino
Prodotto da:
DIMENSION FILMS, TROUBLEMAKER STUDIOS
Distribuito da:
BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA
Edizione italiana:
CAST DOPPIAGGIO
Dialoghi italiani:
CARLO COSOLO
Direttore del Doppiaggio:
CARLO COSOLO
Assistente al doppiaggio:
ANDREINA D'ANDREIS
Fonico di doppiaggio:
FABRIZIO SALUSTRI
Fonico di mix:
SANDRO CHECCACCI
Sonorizzazione:
SEFIT-CDC
Voci:
Bruce Willis:
MASSIMO ROSSI
Mickey Rourke:
ROBERTO DRAGHETTI
Clive Owen:
FABIO BOCCANERA
Jessica Alba:
MYRIAM CATANIA
Nick Stahl:
MASSIMILIANO ALTO
Powers Boothe:
CARLO SABATINI
Rutger Hauer:
STEFANO DE SANDO
Michael Madsen:
FRANCESCO PANNOFINO
Rosario Dawson:
FRANCESCA FIORENTINI
Benicio Del Toro:
MASSIMO CORVO
Jaime King:
BARBARA DE BORTOLI
Brittany Murphy:
DOMITILLA D'AMICO
Michael Clarke Duncan:
ALESSANDRO ROSSI
Carla Gugino:
DANIELA CALO'
Alexis Bledel:
FEDERICA DE BORTOLI
Makenzie Vega:
VIRGINIA BRUNETTI
Jude Ciccolella:
SAVERIO MORIONES
Nicky Katt:
NANNI BALDINI
Frank Miller:
STEFANO MICELI
Tommy Flanagan:
ENRICO PALLINI
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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Sin City è un film tratto dall’omonimo fumetto di Frank Miller prodotto nel 2005 e diretto da Robert Rodriguez e lo stesso Miller.
Il film si inserisce nell’ormai consolidato uso di portare sul grande schermo gli eroi di “carta” anche se con intenzioni, prospettive ed esiti molto differenti tra loro.
L’ambizione del Sin City cinematografico è senza dubbio quella di creare una trasposizione quanto più fedele possibile alle pagine del fumetto, dal bianco e nero nitido con un uso solo parziale del colore, alla forte caratterizzazione dei personaggi. È chiaro il tentativo di dare voce ad un testo scritto.
Anche i dialoghi italiani sono stati resi quanto più possibile fedeli all’edizione italiana del fumetto, e sicuramente questa è una nota a favore dell’adattamento italiano del film, senza tralasciare il fatto che la maggior parte dei dialoghi sono interpretati da un “io narrante fuori campo”, che combacia, a turno, con i diversi protagonisti del film. Le narrazioni dei vari “io fuori campo”, libere dal vincolo del sinc, risultano così molto fluide e molto fedeli al testo originale, tranne in alcune occasioni dove la traduzione è più libera, ma non per questo è meno efficace. In un V.O. di Marv, mentre in originale dice «But you were a friend and more when I needed one» nella versione italiana si sente «Ma hai portato la luce nel mio momento più buio». Sicuramente non una traduzione letterale, ma una resa metaforica, e quindi più poetica, del senso originale.
Il film in generale è particolarmente violento e si serve di un linguaggio molto forte; ciononostante nella versione originale non viene mai utilizzato il termine «fuck», ma altre espressioni che arricchiscono il linguaggio del film.
Una perdita è invece quella di «hell», espressione molto usata nell’originale e quasi sempre assente nella versione italiana, soprattutto nella sua accezione esclamativa, come nelle frasi «Hell of a way to end a partnership», che in italiano diventa «Bel modo di finire un’amicizia» e «It sure as hell wasn’t my look», trasformato in «E non certo per la mia bella faccia». Nell’uso aggettivale, invece, «hell» mantiene sempre la sua fedeltà, come nell’espressione «The night is hot as hell», reso con «Notte torrida da inferno». Probabilmente il dialoghista non ha dato la giusta rilevanza a questo termine, che risulta invece essere una delle parole-chiavi del film: Sin City, un “inferno sulla Terra”.
Esistono, tuttavia, espressioni tradotte in modo più convincente proprio perché semplici e crude, quali «Hooker» in «Puttana», «Losers» in «Mezzeseghe», «Creep» in «Stronzetto»; la forza di tale impatto è da cercare forse anche nello slittamento del registro per mantenere adeguato il tono dei dialoghi, resi più “gentili” in altre occasioni, come nell’espressione «Biggest meanest lug», che diventa «Bestione più grosso e cattivo» e «Slut», che viene tradotto con un semplice «Donnaccia».
Ci sono espressioni che sicuramente derivano dal doppiaggio “classico” ma risultano d’effetto: «Cops», tradotto con «Sbirri» e «Old man» con «Vecchio», mentre il dispregiativo «Dyke» viene reso col semplice «Lesbica», una traduzione che sicuramente alleggerisce il tono della parola, ma che è ancora giustificata nel senso che in italiano, a differenza dell’inglese, non esistono così tante espressioni spregiative nei confronti di donne omosessuali.
Un risultato invece non proprio felice, in puro stile “doppiaggese”, è la resa del ricorrente «Damn it» con il solito «Dannazione», mentre si può parlare di un vero e proprio errore per la resa di «I need you» in «Ti desidero» nella scena d’amore tra Goldie e Marv.
Infine sono degni di nota i dialoghi tra i personaggi Burt Shlubb e Douglas Klump, due mercenari particolarmente famosi per la loro eloquenza. Nella versione italiana, all’eloquenza è stata aggiunta la ricerca di un linguaggio forbito, scelta che ha sicuramente aiutato l’ilarità delle scene.
Per quanto riguarda la direzione del doppiaggio, la recitazione è in generale buona, soprattutto per le voci di Clive Owen, Rosario Dawson e Bruce Willis. Non si può dire purtroppo lo stesso per il personaggio di Marv, interpretato da Mickey Rourke, in quanto nel doppiaggio italiano perde la voce roca che lo caratterizza nella versione originale ed è completamente fuori luogo nell’interpretazione della scena iniziale. Sbagliata anche la scelta dei doppiatori dei personaggi interpretati da Josh Hartnett e Marley Shelton: è vero che sono giovani, ma dalle voci originali traspare un vissuto duro e triste. Completamente l’opposto è quello che troviamo nella versione italiana: delle voci giovanili e serene, che sembrano uscite più da telefilm per adolescenti che dall’inferno.
Guido Maggiore
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