Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Neill Blomkamp, Terri Tatchell
Regia:
Neill Blomkamp
Prodotto da:
KEY CREATIVES QED INTERNATIONAL WINGNUT FILMS
Distribuito da:
SONY PICTURES RELEASING ITALIA
Edizione italiana:
SEFIT-CDC
Dialoghi italiani:
LUIGI CALABRO'
Direttore del Doppiaggio:
MANLIO DE ANGELIS
Assistente al doppiaggio:
SILVIA FERRI
Fonico di doppiaggio:
WALTER MANNINA
Fonico di mix:
ALESSANDRO CHECCACCI
Voci:
Sharlto Copley:
VITTORIO DE ANGELIS
David James:
SIMONE MORI
Jason Cope:
MASSIMO DE AMBROSIS
Nathalie Boltt:
ELEONORA DE ANGELIS
Louis Minnaar:
LUCIANO DE AMBROSIS
Vanessa Haywood:
TENEREZZA FATTORE
Kenneth Nkosi:
MASSIMILIANO VIRGILII
Mandla Gaduka:
MARCO VIVIO
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
2,5 | |||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
Eh, sì. Neill Blomkamp – enfant prodige sudafricano - ha la mano felice e se questa è la sua opera prima ben presto ne vedremo delle belle. Insomma, che si inventa insieme con lo sceneggiatore Terri Tatchell? Una bella parabola sulla diversità: un’astronave piena di alieni resta in panne sospesa su Joannesburg e i poveri extraterrestri definiti “gamberoni” vengono segregati e trattati peggio dei loro precedessori di colore che a loro volta si tramutano in crudeli sfruttatori. Un’umanità patetica, razzista e senza speranza dipinta con cinica ironia e leggerezza nelle sue cialtronesche contraddizioni tanto da far parteggiare senza mezzi termini per i poveracci costretti loro malgrado a restare sulla terra.
Il doppiaggio è condotto da mano esperta e, tranne il protagonista che seppur bravissimo non convince del tutto nel coprire la faccetta di Van De Merwe, vede assegnati i ruoli ad attori bravissimi. Lascia perplessi la decisione di caratterizzare i nativi col tono jimbo-jambo come se i neri fossero deficienti per genoma (mi viene in mente il doppiaggio assurdo di Camp de Thiaroye): capisco la varietà di accenti san, koi-koi, bantù, afrikaans e boerismi vari presenti in Sud Africa ma appiattirsi tout-court sul zìbbadronese è ormai una scelta colpevole, specie se affiancata a un perfetto eloquio in bocca ai culi pallidi. Efficace anche il dialogo, tranne che per qualche scivolata («gruppo di supporto»), troppi «fottuto», un osceno «fatto sesso con queste fottute creature» e un congiuntivo raccapricciante: «se solo sapessimo dove sia... ». Un dubbio: il protagonista verso il finale urla «Uomini di merda!» Non sarebbe stato più chiaro: «Umani di merda!»? Infine una piccola svista: una donna all’inizio del film muove la bocca, ma non è stata coperta, anche se è in PP. Insomma, un po’ più di impegno, ragazzi, o il prossimo lo fanno doppiare ai marziani.
Marnie Bannister
![]() |
||
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
![]() |
La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.