Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
ROBERT E. HOWARD
Sceneggiatura:
Oliver Stone, John Milius
Regia:
John Milius
Prodotto da:
DINO DE LAURENTIIS
Distribuito da:
FOX RICCI E MARINELLI
Edizione italiana:
CVD
Dialoghi italiani:
ROBERTO DE LEONARDIS
Direttore del Doppiaggio:
MARIO MALDESI
Voci:
Arnold Schwarzenegger:
MARIO CORDOVA
James Earl Jones:
CARLO BACCARINI
Max von Sydow:
MARCELLO TUSCO
Sandahl Bergman:
LIVIA GIAMPALMO
Gerry Lopez:
SERGIO DI GIULIO
Mako:
MARIO FELICIANI
William Smith:
FRANCO ODOARDI
Jack Taylor:
PIETRO BIONDI
Cassandra Gaviola:
LORENZA BIELLA
Ron Cobb:
MARCELLO MANDO'
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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Ispirato ai racconti di Robert Ervin Howard, Conan il Barbaro racconta la vita del guerriero cimmeriano concentrandosi su alcuni episodi: lo sterminio del suo clan e l’uccisione dei suoi genitori quando era bambino, la sua successiva riduzione in schiavitù, la sua vita da gladiatore e poi da ladro, l’incontro con Subotai, Valeria e Akiro, la liberazione di una principessa, soggiogata dai poteri magici di Thulsa Doom, responsabile della strage a cui assistette Conan da piccolo, la sua vendetta sullo stregone.
A dire la verità, nel film non sono presenti moltissimi dialoghi e lo stesso vale per i monologhi, ma l’adattamento ha comunque richiesto un lavoro attento e anche piuttosto elaborato per via delle differenze linguistiche fra inglese e italiano. I dialoghi italiani non sempre sono aderenti alle battute originali, spesso per ovvi motivi di sincronizzazione (ad esempio, «Do you know what horrors lie beyond that wall? », che diventa «Sapete quali orrori si preparano per voi?»), ma sono sempre pertinenti e rendono bene l’idea di ciò che i personaggi intendono dire o esprimere.
In parecchi casi, poi, l’adattamento italiano riesce addirittua a elevare il tenore dei dialoghi, laddove la sceneggiatura originale si rivela piuttosto rozza, concisa e brutale, in linea del resto con la storia del film nel suo complesso. La versione italiana, però, aggiunge un tocco di epos linguistico di stampo letterario che non guasta affatto e che rafforza l’epicità muscolare dell’azione. L’unico appunto che posso fare riguarda la sincronizzazione, che in diversi punti non è perfetta, anche in modo evidente, anche se soprattutto a causa della diversa lunghezza delle parole inglesi e di quelle italiane scelte per sostituirle (per esempio, «Get them! », reso con «Prendeteli!»). A parte questo, comunque, direi che è stato fatto un ottimo lavoro.
Raffaele Crespi
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