Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Jules Verne
Sceneggiatura:
Michael D. Weiss, Jennifer Flackett, Mark Levin
Regia:
Eric Brevig
Prodotto da:
WALDEN MEDIA, NEW LINE CINEMA
Distribuito da:
01 Distribution
Edizione italiana:
TECHNICOLOR spa
Dialoghi italiani:
TONINO ACCOLLA
Direttore del Doppiaggio:
TONINO ACCOLLA
Assistente al doppiaggio:
ROBERTA SCHIAVON
Fonico di doppiaggio:
MARIO FREZZA
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Voci:
Brendan Fraser:
FABRIZIO PUCCI
Josh Hutcherson:
FLAVIO AQUILONE
Anita Briem:
ALESSIA AMENDOLA
Jane Wheeler:
ROBERTA PELLINI
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dialoghi italiani |
4,5 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
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Rivisitazione moderna e, soprattutto, in chiave 3D della trasposizione sul grande schermo di Viaggio al centro della terra, tratta dal romanzo di Jules Verne. Il professore e vulcanologo Trevor Anderson trova gli appunti di suo fratello scomparso Max, anch’egli scienziato, su dei rilevamenti sismici. La tesi del fratello era che il mondo raccontato da Verne non era inventato, bensì realmente esistente. Trevor scopre che i dati appuntati dal fratello sono identici a quelli che lui stesso sta studiando e decide di partire per l’Islanda. Deve portarsi appresso, però, il nipote Sean che la cognata gli ha “parcheggiato” per dieci giorni. I due si fanno aiutare nella loro avventura dalla guida Hannah. Sorpresi da una tempesta che provoca uno smottamento, l’allegra brigata rimane intrappolata in una caverna e l’unica via d’uscita consiste in un viaggio verso il centro della terra.
La trama è piuttosto piatta, non riserva nessun colpo di scena o svolta nella storia, talune scelte di sceneggiatura spiccano perché troppo inverisimili, ma gli effetti speciali permettono di sorvalare su questi difetti. Si può dire, infatti, che il film “si guarda” nel vero senso del termine, perché non c’è molto da seguire a livello di trama o di coinvolgimento emotivo. Il regista è Eric Brevig, supervisore degli effetti visivi di pellicole come Pearl Harbor, Hook Capitan Uncino, Men in Black e 1997: Fuga da New York – insomma, uno che ci sa fare. Ed infatti, ha realizzato il primo lungometraggio completamente realizzato in 3D, dando vita ad una pellicola tutto sommato piacevole, nonostante le lacune già citate.
L’edizione italiana è molto buona, sia per quanto riguarda la direzione del doppiaggio, sia in merito alla stesura dei dialoghi italiani. Tonino Accolla ha assegnato bene le voci per i – pochi – personaggi del film, mantenendo Fabrizio Pucci quale alter ego di Brendan Fresar. Non ci sono cartelli che non sono stati tradotti, anzi quando viene inquadrato il libro con gli appunti di Max, Pucci legge la relativa traduzione, quindi lo spettatore non perde nulla.
Un paio di accorgimenti che, invece, avrebbero reso i dialoghi ancora migliori. Mentre analizza i rilevamenti sismici attuali con quelli segnalati dal fratello tempo addietro, Trevor dice «Sono esattamente identiche». Si vede distintamente, però, la sua bocca chiudersi nella <m> di «the same».
Infine, Sean cheide a Trevor e ad Anna cosa gli sia capitato ad un certo punto della loro avventura e lo zio gli risponde «Non chiedere». In italiano, però, è difficile che qualcuno risponda così. La battuta naturale, “dicibile”, sarebbe stata «non chiedermelo» o «non fare domande».
Una buona versione italiana, quindi, per un film che di spettacolare ha solo gli effetti speciali.
Alessandra Basile
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