Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Mark Boal
Regia:
Kathryn Bigelow
Prodotto da:
KATHRYN BIGELOW, MARK BOAL, NICOLAS CHARTIER E GREG SHAPIRO PER VOLTAGE PICTURES, FIRST LIGHT, KINGS
Distribuito da:
VIDEA CDE
Edizione italiana:
CVD
Dialoghi italiani:
SERGIO DI GIULIO
Direttore del Doppiaggio:
SERGIO DI GIULIO
Assistente al doppiaggio:
PAOLA SPERANZA
Fonico di doppiaggio:
ENZO MANDARA
Fonico di mix:
MARCO COPPOLECCHIA
Sonorizzazione:
TECHNICOLOR SOUND SERVICES
Voci:
Jeremy Renner:
PASQUALE ANSELMO
Anthony Mackie:
GIANLUCA TUSCO
Brian Geraghty:
LUIGI FERRARO
Christian Camargo:
FRANCO MANNELLA
Guy Pearce:
FRANCESCO PRANDO
Ralph Fiennes:
SAVERIO INDRIO
David Morse:
ROBERTO STOCCHI
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
dialoghi italiani |
1,5 | |||
direzione del doppiaggio |
2 | |||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
Se l’obiettivo del film era dimostrare che la guerra è come la droga – come dichiarato nella didascalia iniziale – la Bigelow non lo raggiunge, salvo pensare che si droghino solo gli stupidi; se invece l’obiettivo non dichiarato era quello di mostrare come nessuno riesca a possedere la guerra, ma sia la guerra a possedere te fino all’orgasmo della morte, ci riesce in minima parte. Anche l’obiettivo politico contingente, quello del rapporto con la popolazione irachena è sterile, ma forse volutamente proprio per dimostrare l’impossibilità di un rapporto. Insomma, l’unico obiettivo che la regista e lo sceneggiatore sono riusciti a raggiungere è quello di aver fatto un film bruttarello assai, con personaggi non delineati che si muovono a vanvera in un andamento drammaturgico scombiccherato che forse ha l’unico pregio di mostrare il fallimento di certo sistema educativo statunitense che non riesce a ficcare nelle testoline di coloro che vanno a servire il paese alcunché. Nello stupore che certo cinema riesca a trovare fondi per essere prodotto anche al di fuori dell’Italia, segno inequivocabile che dio esiste, ma non sa leggere le sceneggiature, ci domandiamo perché un distributore debba credere di poterci cavare qualcosa sul nostro mercato.
A questo guazzabuglio di niente il doppiaggio aggiunge l’errore di mostrarsi troppo, come se tutti giocassero a fare J. Wayne, forse proprio nel disperato tentativo di dare senso al vuoto narrativo; ecco quindi che su facce anonime vengono incastrate a forza voci con troppo carattere che creano uno scompenso continuo con il taglio da reportage di guerra e toni troppo caricati che fanno notare una recitazione che tenta di essere spontanea ma non lo è. Anche il dialogo va nella stessa direzione, prova a essere naturale ma fallisce miseramente inzeppando il tutto di tutti i cliché possibili: i già, i dannata torcia, gli abbi cura, le capre bastarde, gli amico (ne ho contati almeno 40), fino a frasette curiose come “un’esplosione di 20 libbre”, alla mescola inopportuna di sistemi metrici diversi, e alla confusione fra destra e sinistra della scena iniziale con il robottino.
Menzione di demerito al distributore del dvd per non aver inserito nei titoli né nei crediti i nomi degli autori e degli artisti del doppiaggio.
Marnie Bannister
![]() |
||
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
![]() |
La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.