Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Jack Kirby, Stan Lee, Don Heck, Larry Lieber
Sceneggiatura:
Arthur Marcum, Matthew Hollaway, Mark Fergus, Hawk Ostby
Regia:
Jon Favreau
Prodotto da:
AVI ARAD PER MARVEL ENTERPRISES
Distribuito da:
UNIVERSAL
Edizione italiana:
SEDIF
Dialoghi italiani:
MARCO GUADAGNO
Direttore del Doppiaggio:
MARCO GUADAGNO
Assistente al doppiaggio:
ELENA FEDERICO
Fonico di doppiaggio:
ANTONELLO GIORGIUCCI
Fonico di mix:
GIANNI PALLOTTO
Sonorizzazione:
TECHNICOLOR SOUND SERVICES
Voci:
Robert Downey Jr.:
ANGELO MAGGI
Terrence Howard:
FABRIZIO VIDALE
Gwyneth Paltrow:
FRANCESCA FIORENTINI
Jeff Bridges:
MASSIMO CORVO
Shaun Toub:
SERGIO LUCCHETTI
Leslie Bibb:
FRANCESCA GUADAGNO
Clark Gregg:
PASQUALE ANSELMO
Sayed Badreya:
FRANCO MANNELLA
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
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Traslare un’idea che nasce per il fumetto in un film non è cosa facile e Iron Man ci riesce solo in parte. Infatti, mentre l’impianto della sceneggiatura poggia le sue fondamenta sulla rappresentazione del “fantastico”, la storia è forse troppo vicina al nostro presente, o almeno a quel presente “embedded” che tanto ci viene propagandato e che tanto fa gioco alla propalazione della Paura. Quindi è il fantastico che vuole sembrare reale, e quindi toppa, o è la mescolanza tra i due livelli il vero obiettivo: quello di tenerci in stato confusionale tanto da farci poi digerire ogni pillola liberticida. Nel finale ovviamente il cattivo di turno riequilibra le cose e riporta il tutto nel giusto alveo, ma fino ad allora sembra di assistere a una rappresentazione intellettualmente disonesta, come se una mente maligna volesse corrompere anche le più pure, ingenue, o perverse fantasie con inserti melliflui e moraleggianti. Degne di rilievo la citazione di Alien, con le catene pendenti e la battutina di RDJ a Stan Lee/Hefner. Il doppiaggio segue passo passo questa linea e non imbocca la strada della visione straniata dall’origine fumettara risultando così filologicamente adeguato, ma poco creativo. Le voci sono molto ben scelte (molto bravi Francesca Fiorentini e Angelo Maggi) e rispondono adeguatamente, precise e drammaturgicamente corrette, per l’appunto forse troppo corrette, troppo poco irreali, come se il tutto potesse davvero svolgersi sotto i nostri occhi. E questo è il suo limite – insieme a una pronuncia dei termini lasciati in inglese (Iron, indùstris, il nome dell’agenzia governativa) che lascia molto a desiderare -, un doppiaggio di maniera, senza guizzi, anche se in linea con il film. Senza guizzi anche il dialogo, all’ascolto preciso nei contenuti, ma con abbondanti fuori sinc e due scivolate piuttosto gravi: la prima, con la Paltrow a cui si fa dire “Lei finirà con l’uccidersi, Toni, e io non voglio farne parte”, un modo di esprimersi, certo, ma non in lingua italiana; la seconda – uno dei pochi momenti di IRONia del film - è in bocca all’agente del governo che attende per tre quarti della pellicola l’appuntamento con Stark e ogni volta si presenta snocciolando la lunga sigla della sua agenzia governativa di appartenenza che nell’ultima scena riduce con SUSCI: bè, la vis comica generata dal tormentone e dal buffo acronimo sarebbe stata un po’ diversa se il nome dell’agenzia non fosse stato lasciato in inglese ma opportunamente adattato in italiano.
Il punto di vista di...
Per quanto riguarda gli errori di doppiaggio Vi segnalo che RDJ dice alla sua assistente mentre è impegnata a sostituire il congegno elettronico che lo tiene in vita, che è un pò come giocare al PICCOLO CHIRURGO, ma il gioco in Italia è famoso come l'ALLEGRO CHIRURGO, non avrebbe dovuto essere adattato? Daniela Sergi
Daniela Sergi
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