Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Vy Vincent Ngo, Vince Gilligan
Regia:
Peter Berg
Prodotto da:
AKIVA GOLDSMAN, JAMES LASSITER, MICHAEL MANN E WILL SMITH PER BLUE LIGHT, WEED ROAD PICTURES
Distribuito da:
SONY PICTURES RELEASING ITALIA
Edizione italiana:
SEFIT-CDC
Dialoghi italiani:
Marco Mete
Direttore del Doppiaggio:
Marco Mete
Assistente al doppiaggio:
Carla Mete
Fonico di doppiaggio:
MARCO MELONI
Fonico di mix:
ALESSANDRO CHECCACCI
Voci:
Will Smith:
SANDRO ACERBO
Charlize Theron:
ELEONORA DE ANGELIS
Jason Bateman:
MASSIMO DE AMBROSIS
Jae Head:
ALEX POLIDORI
Hayley Marie Norman:
PERLA LIBERATORI
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dialoghi italiani |
3 | |||
direzione del doppiaggio |
4,5 | |||
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Gradevole invasione del mondo dei fumetti in quello del cinema questo Hancock, adeguatamente interpretato da un Will Smith in stato di grazia che riesce a dare proprio l’impressione di essere protagonista di “tavole” in movimento; e non lui solo, bravissimi anche James Bateson nel ruolo di un sognante arrampicatore della middle-class, Charlize Theron, mogliettina tuttofare abilissima nel nascondere un terribile segreto e una coppia di sceneggiatori che sono riusciti a creare la giusta atmosfera di una commediola che con leggerezza e ironia mette alla berlina i tanti difettucci e aspetti ridicoli della società statunitense e suppongo un certo imbarazzo nel mondo dei super-eroi. Il doppiaggio è azzeccatissimo, con le voci scelte con cura e molto in parte che ben dirette riescono a restituire, grazie a una recitazione un minimo sopra le righe e come straniata, quell’aura di irrealtà congeniale al giochino messo in piedi da Peter Berg. Un po’ meno bene i dialoghi che – a parte la geniale invenzione di “portapiscia” - in forza di alcune storture e spesso di fuori sinc (ho addirittura pensato che ci fosse un problema tecnico di accoppiamento nella stampa della copia) creano un effetto disturbo nel fluire della visione. Mi riferisco a espressioni come: “Mi consumo il piede nelle tue chiappe”, che sembra una traduzione parola per parola, che in questo caso non fa ridere, “Ti sei fatto un bon-bon”, incomprensibile nel contesto, e non fa ridere, “Rimuovere gli ostaggi con la spugna”, anche qui sembra una frase affidata al traduttore automatico, e quindi non fa né ridere né altro, “Che razza di bastardo ero prima”, nel senso di “dovevo essere”, “Se Ray dovesse scoprirmi… sei morto”, nel senso di “lo verrà a sapere”; insomma, piccoli traumi che mi hanno come svegliato dal legame col film facendomi pensare: “Ma che dice? Che vuol dire? Perché?” Peccato.
Un appunto anche sulle pronunce: Miami si pronuncia MAIAMI; uno di fuori può sbagliare con MAIEMI, ma si capisce che è di fuori. LA è detto bene, una volta ogni tanto: LOS ANGELES; anche qui uno di fuori può sbagliare con LOS ENGELES, ma si capisce che è di fuori, e parecchio. Mentre “publicity” si legge pablisiti. O sei fuori.
E meno male che la Sony ha anche il supervisore!
Ma lo ripeto, “portapiscia”, santoddio, fa perdonare tutto.
Il punto di vista di...
sarà che a me la parola piscia non mi è mai piaciuta più di tanto, ma in italia se vai in giro dicendo MAIAMI o PABLISITI o LANDEN, la gente si mette a ridere e ti prende per esaltato per uno che vuole fare il figo poliglotta. il film non è certo un capolavoro e non sono certo i dialoghi ed il doppiaggio a colpire il pubblico. a volte il critico, parlo in generale, deve ricordarsi di guardare il film anche con l'occhio e l'orecchio dello spettatore, che poi è quello che riempie le sale, lo spettatore a volte sogna guardando il film di essere un personaggio volante ed ubriaco e salvatore dell'umanità...ma non si sofferma certo sul DOVESSE SCOPRIRE...o CHE BASTARDO ERO. il pubblico da un personaggio come HANCOCK può aspettarsi anche frasi disconnesse. Trovo molto raffinata la battuta "Mi consumo il piede nelle tue chiappe" non certo PORTAPISCIA.
Francesco NIcolai
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