Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Paul Weitz
Regia:
Paul Weitz
Prodotto da:
DEPTH OF FIELD
Distribuito da:
BIM
Edizione italiana:
LaBiBi.it
Dialoghi italiani:
MARCO METE
Direttore del Doppiaggio:
MARCO METE
Assistente al doppiaggio:
CARLA METE
Fonico di mix:
RICCARDO CANINO
Voci:
Dennis Quaid:
MASSIMO ROSSI
Topher Grace:
NANNI BALDINI
Scarlett Johansson:
PERLA LIBERATORI
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dialoghi italiani |
4 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
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Commediola in cui lei (Scarlett Johannson) è una giovanissima figlia di un papà tanto caro che però ha un capo molto più giovane di lui (Topher Grace) che inizialmente dovrà subire ma alla fine gli avrà insegnato a lavorare e a vivere. I dialoghi sono una fotografia di un certo modo di parlare molto usato ma che tutto è tranne un buon italiano, con neologismi che non stanno né in cielo né in terra.
Il linguaggio che usa il giovinotto è tipico degli impiegatucci aziendali incapaci di rapporti (anche di lavoro) leali, rampantucoli tutt’altro che forbiti che però, ahinoi, vanno tanto di moda oggi.
Stesso discorso per le voci, in particolar modo quella di Carter (Nanni Baldini), piuttosto antipatica nel dire “artista barra strafatto”, oppure “devi interfacciarti con me”, o nel fare il gesto che il caro Beppe Severgnini definisce come “grattatina di ascelle” e starebbe ad indicare il “fra virgolette”.
I rampantucoli sono sempre “ a mille”, le loro voci pure. Antipatiche.
Quindi direzione del doppiaggio ben legata ai dialoghi, almeno per quanto riguarda i personaggi interpretati da Dannis Quaid e Topher Grace.
La voce di Dennis Quaid è di mestiere, adeguata ad ogni circostanza, perfettamente in parte.
Carter andando avanti nella trama migliora nel carattere-e quindi nell’atteggiamento, e quindi nella sua espressione vocale, sicuramente più discreta e aggraziata nei modi.
Purtroppo Scarlett Johansson ha la solita vocina da Topo Gigio, timidina, molto “brava ragazza”; per carità, questo è il suo personaggio: però “ciao” che diventa “zao”è veramente troppo. In generale, comunque, un buon lavoro.
Vittoria Alessi
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