Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Kelly Masterson
Sceneggiatura:
Kelly Masterson
Regia:
Sidney Lumet
Prodotto da:
LINSEFILM, MICHAEL CERENZIE PRODUCTIONS, UNITY PRODUCTIONS
Distribuito da:
Medusa
Edizione italiana:
SEFIT-CDC
Dialoghi italiani:
Manlio De Angelis
Direttore del Doppiaggio:
Manlio De Angelis
Assistente al doppiaggio:
Silvia Ferri
Fonico di doppiaggio:
Walter Mannina
Fonico di mix:
Alessandro Checcacci
Voci:
Philip Seymour Hoffman:
Pino Insegno
Ethan Hawke:
Francesco Bulckaen
Albert Finney:
Luciano De Ambrosis
Marisa Tomei:
Tiziana Avarista
Rosemary Harris:
Cristina Grado
Amy Ryan:
Rita Baldini
Brian F. O'Byrne:
Massimo Lodolo
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
dialoghi italiani |
3,5 | |||
direzione del doppiaggio |
3,5 | |||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
Una volta tanto il titolo italiano rende meglio dell’originale lo spirito di tragedia greca incombente sulla famiglia Hanson, prototipo dei perdenti di oggi. Philip Seymour Hoffman, che nasconde le sue magagne di tossico impotente dietro un’apparenza impiegatizia, convince il fratello Ethan Hawke, sconfitto dichiarato con ex-moglie astiosa e figlia petulante ma che si sbatte (con amore) la cognata Marisa Tomei, a rapinare la gioielleria degli anziani genitori. Un lavoretto facile-facile, se non fosse che la mamma ci rimane. Sarà il vecchio padre Albert Finney a ristabilire l’equilibrio, vendicando l’ingiusta morte con l’uccisione del figlio maggiore.
Un cast straordinario, una grande mano di regia, un film amaro e bellissimo.
Il doppiaggio è più che discreto, con poche scollature: un cartone animato lasciato in originale, qualche soluzione di adattamento poco curata (tutta la parte di O’Byrne durante la rapina sono parole in libertà, eppure il rapinatore è un professionista), la bambina che doppia la figlia di Hawke inadeguata come quasi tutti i piccoli doppiatori italiani, che si intuiscono al leggio tra una lezione di nuoto e una di telaio tibetano (mai di recitazione, però!), lontani anni luce dalla professionalità dei loro colleghi attori americani.
Molto incisive le interpretazioni di Francesco Bulckaen (il migliore del cast) e Luciano De Ambrosis. Pino Insegno, pur impeccabile sul piano recitativo, è una scelta antropologicamente opinabile: la forza "mediterranea" di Insegno poco si sposa con la malsania (al di là della apparente corpulenza) di Seymour Hoffman. Tiziana Avarista si concede un preziosismo poco comprensibile: la sua Tomei moglie è molto diversa dalla Tomei amante, al punto che al cinema qualcuno ha pensato fossero due donne diverse. Perché? Massimo Lodolo ci prova lodevolmente, ma è come al solito riconoscibile, qui anche con il passamontagna.
Giovanni Rampazzo
![]() |
||
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
![]() |
La redazione si riserva la facoltà di pubblicare i contributi inviati, fatto salvo ovviamente ogni diritto di replica.