Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Philippe Blasband
Sceneggiatura:
Philippe Blasband, Martin Herron
Regia:
Sam Garbarski
Prodotto da:
ENTRE CHIEN ET LOUP, IPSO FACTO, LIAISON CINÉMATOGRAPHIQUE, PALLAS FILM, SAMSA FILM, HALLE/SAALE
Distribuito da:
Teodora Film
Edizione italiana:
Fono Roma
Dialoghi italiani:
Marco Mete
Direttore del Doppiaggio:
Marco Mete
Assistente al doppiaggio:
Paola Evangelista
Fonico di doppiaggio:
Stefano Nissolino
Fonico di mix:
Franco Coratella
Voci:
Marianne Faithfull:
Paila Pavese
Miki Manojlovic:
Nino Prester
Kevin Bishop:
Nanni Baldini
Siobhan Hewlett:
Barbara De Bortoli
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
3 | |||
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La sessantenne Maggie, per aiutare il nipotino bisognoso di costose cure e non trovando lavoro, si adatta a masturbare gli uomini in un locale porno di Soho. Avrà tutto da guadagnarci: l’autostima, il denaro per le cure, la fama di migliore mano destra di Londra, la perdita delle false amiche, l’affetto della nuora e infine l’amore del "manager" del locale, bel tenebroso dal cuore tenero.
Un film delicato che parte da una piccola idea e la sviluppa con leggerezza, trasformando la facile volgarità della situazione nella naturalezza e nella normalità della vita, che il sesso, anche a pagamento, comprende, come la malattia, il bisogno di soldi, la difficoltà per una donna anziana di avere accesso al prestito e al lavoro.
Il doppiaggio italiano presenta elementi di eccellenza accanto a qualche scivolata. Il dialogo è in generale discreto, senza grandi momenti di grazia e con qualche superficialismo di troppo, con battute buttate là senza nesso con il prima e con il dopo, come se la fase di scrittura non fosse stata affrontata con le necessarie cura e attenzione. Un esempio tra gli altri: prima del finale di riconciliazione, il figlio di Maggie scopre l’attività segreta della madre e classicamente ha un accesso d’ira durante il quale dice, tra l’altro: «Non capisco perché mia madre sia una puttana» e «Negli ultimi cinque anni mi vogliono tutti comandare». Nella prima frase l’uso lezioso del congiuntivo (a parte il fatto che Maggie non è una puttana ma casomai la fa), oltre a essere inutile, stona fortemente con la chiara estrazione popolare del personaggio; nella seconda un’informazione incomprensibile (negli ultimi cinque anni) apre una costruzione sintattica innaturale che rende non credibile lo stato di alterazione del personaggio e lo spettatore immediatamente non partecipe della situazione. Ugualmente poco felice e un po’ banale la soluzione "gomito da seghista" a definire la patologia infiammatoria che colpisce la masturbatrice alle prime armi.
Per quanto riguarda le voci, ottima scelta e grandissima interpretazione di Nino Prester, che spesso ruba la scena alla protagonista costruendo un Miki vagamente esotico, molto affascinante e anche molto umano. Molto buona la prova di Nanni Baldini e buona anche quella di Barbara De Bortoli, mentre Paila Pavese è assolutamente non all’altezza, costruendo un personaggio monocorde, in cui l’innocenza, la lontananza da certe cose della vita si trasformano in una inespressività che rasenta a tratti l’idiozia, non rendendo giustizia alla sensibile interpretazione di Marianne Faithfull.
Giovanni Rampazzo
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