Recensioni Reviews
Scheda
Sceneggiatura:
Eric-Emmanuel Schmitt
Regia:
Eric-Emmanuel Schmitt
Prodotto da:
GASPARD DE CHAVAGNAC E ROMAIN LE GRAND E ANNE-DOMINIQUETOUSSAINT PER BEL OMBRE FILMS, ANTIGONE CINÉM
Distribuito da:
VIDEA-CDE
Edizione italiana:
Studio Emme
Dialoghi italiani:
Fabrizio Pucci
Direttore del Doppiaggio:
Fabrizio Pucci
Assistente al doppiaggio:
Antonio Masi
Fonico di doppiaggio:
Maurizio Solofra
Fonico di mix:
Mario Luini
Voci:
Catherine Frot:
Claudia Razzi
Albert Dupontel:
Mario Cordova
Jacques Weber:
Luigi La Monica
Fabrice Murgia:
Marco Vivio
Nina Drecq:
Perla Liberatori
Camille Japy:
Deborah Ciccorelli
Alain Doutey:
Franco Zucca
Julien Frison:
Mattia Nissolino
Laurence D:
Beatrice Margiotti
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dialoghi italiani |
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direzione del doppiaggio |
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Eric-Emmanuel Schmitt si cimenta per la prima volta nella regia, riuscendo a metter su un film molto delicato, affrontando un tema che rischiava continuamente di trasformarsi in luogo comune, in banalità: come riuscire, malgrado i grandi problemi da cui pensiamo di essere sovrastati, ad essere felici. La trama è molto semplice: una commessa riesce finalmente a incontrare il suo scrittore preferito, Balthazar Balsan, l’autore dei romanzi che le rendono possibile dimenticare tutte le difficoltà della vita permettendole letteralmente di librarsi nell’aria; ovviamente lui è un uomo profondamente infelice, malgrado renda felici centinaia di commesse e sciampiste: lei gli insegnerà ad avere fiducia in se stesso (e renderà una certa dignità alle commesse e alle sciampiste).
Un film del genere, così lieve, così delicato, deve necessariamente trovare la sua originalità nella caratterizzazione dei diversi personaggi, nel ritmo drammaturgico che non può mai rallentare, pena la noia mortale.
Tutto ciò è magistralmente messo in atto, grazie anche a un doppiaggio discreto.
I personaggi ci si presentano attraverso il loro modo di esprimersi, capiamo subito che Odette è una donna garbata, che si rifugia nella lettura e lì trova la forza per sorridere sempre e comunque, che la sua amica commessa è un po’ sempliciotta, che Pims, il critico letterario, acerrimo nemico di Balsan perché ha una relazione con sua moglie, vuole ferirlo a tutti i costi, che Balthazar vuole darsi un tono da intellettuale all’inizio, ma viene successivamente sopraffatto da un forte senso di inettitudine. Il tutto però avrebbe potuto essere reso senza cadere nei soliti francesismi (per esempio l’abuso di «Buongiorno» come unica forma di saluto, mentre in italiano se ne usano diverse a seconda dei rapporti e dei momenti della giornata) e in un tono generale un po’ troppo di maniera e artefatto.
La scelta dei doppiatori è invece corretta: Claudia Razzi è misurata, Mario Cordova è sufficientemente tenebroso-concettuoso, Luigi La Monica è grandioso nei pochissimi minuti che ci concede. Peccato per il piccolo Mattia Nissolino, forse non ancora sufficientemente preparato per affrontare il microfono.
Elisabetta Fumagalli
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