Recensioni Reviews
Scheda
Soggetto:
Denys Arcand
Sceneggiatura:
Denys Arcand
Regia:
Denys Arcand
Prodotto da:
Cinémaginaire Inc.
Distribuito da:
BIM
Edizione italiana:
LaBiBi.it
Dialoghi italiani:
Gianni G. Galassi
Direttore del Doppiaggio:
Gianni G. Galassi
Assistente al doppiaggio:
Roberta Padoan
Fonico di doppiaggio:
Alessandro Di Benedetti
Fonico di mix:
Riccardo Canino
Sonorizzazione:
N.C.
Voci:
Marc Labrèche:
Angelo Maggi
Sylvie Léonard:
Cinzia De Carolis
Diane Kruger:
Claudia Catani
Caroline Néron:
Anna Cesareni
Macha Grenon:
Ester Galazzi
Emma de Caunes:
Daniela Calò
Didier Lucien:
Paolo Marchese
Rosalie Julien:
Laura Romano
André Robitaille:
Francesco Prando
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dialoghi italiani |
2,5 | |||
direzione del doppiaggio |
2,5 | |||
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Occidente ultimo atto. Dal suo defilato-privilegiato osservatorio canadese, Denys Arcand ci mostra la scomoda verità: il mondo come l’abbiamo voluto è imploso, e noi, come tanti Jean-Marc Leblanc, annaspiamo grottescamente tra le nostre macerie personali e collettive, incapaci di trarre sollievo neanche più dai nostri sogni. Ma tant’è: l’attuale medioevo è peggiore perfino di quello del gioco di ruolo in cui – esemplificativamente – alcuni si rifugiano, e la volterriana fuga finale non è la soluzione, poiché il ritorno alla natura non affranca e il destino dell’essere umano è forse solo un triste e solitario spegnersi, lasciando un cesto di mele che dissolve in un Cézanne a testimonianza del suo passaggio.
Nella versione italiana si nota un encomiabile sforzo di essere alla pari con la sceneggiatura originale, vera forza del film: i dialoghi infatti – eleganti, arguti, pieni di trovate – sarebbero perfetti, se non fosse che tengono in nessun conto il sinc.
Io non sono un sostenitore del sincrono perfetto a scapito della sostanza, anzi tutt’altro, specie in un film girato praticamente in primo piano, ma stavolta la totale incongruenza tra visivo e sonoro mi è stata quasi insopportabile. La frequente mancanza di campi e il mix approssimativo (specialmente nelle scene di massa), poi, mi hanno dato un ulteriore sgradevole senso di straniamento (cito per tutte la scena del predicatore aziendale la cui voce non ha nessun nesso con l’azione).
Non sono riuscito a capire se l’errore sia avvenuto a monte, nella scrittura, o a valle, nella sincronizzazione o addirittura nell’accoppiamento. In quest’ultimo caso si tratterebbe di un errore tecnico di cui Gianni G. Galassi non ha colpa. Nel dubbio, ma pronto a rivedere il mio giudizio, la valutazione non può non risentire fortemente del “difetto”.
Angelo Maggi mostra grande sensibilità e misura nel ruolo di Leblanc, e come lui sono molto apprezzabili tutti gli altri doppiatori. L’unica fuori misura mi è sembrata Cinzia De Carolis, che appiattisce il personaggio della moglie sul tono dell’isteria manageriale, rendendola un po’ una macchietta, mentre sarebbe stata più incisiva una più “normale” e per questo una più inquietante mostruosità.
Giovanni Rampazzo
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