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Scheda

Soggetto:

Amy Sherman-Palladino

Sceneggiatura:

Amy Sherman-Palladino, Joanne Waters, Jed Seidel, Daniel Palladino, Jenji Kohan, Joan Binder Weiss

Regia:

Lesli Linka Glatter, Arlene Sanford, Adam Nimoy, Alan Myerson, Micheal Katleman, Sarah Pia Anderson

Prodotto da:

Drank Here Productions, Hofflund Polone, Warner Bros. Television

Distribuito da:

Warner Bros. Television

Edizione italiana:

PumaisDue

Direttore del Doppiaggio:

Barbara Castracane, Giupy Izzo

Fonico di mix:

Stefano Morandi

Sonorizzazione:

Coop. Eddy Cortese

Trasmesso in Italia da:

Canale 5, Italia 1, Italia Teen Television, Fox Life

Voci:

Lauren Graham:

Giuppy Izzo

Alexis Bledel:

Myriam Catania

Kelly Bishop:

Graziella Polesinanti

Edward Herrmann:

Eugenio Marinelli

Melissa McCarthy:

Eliana Lupo

Keiko Agena:

Domitilla D’Amico

Jared Padalecki:

Davide Chevalier

Liza Weil:

Claudia Pittelli

Yanic Truesdale:

Luigi Ferraro

Chris Eigeman:

Fabrizio Pucci

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4,5

Una mamma per amica – prima stagione
(Gilmore Girls, Usa 2002)

Questa volta non ci troviamo di fronte alle grandi e luccicanti metropoli statunitensi: Una mamma per amica ci mostra la vita di periferia, quella dei piccoli sobborghi, seppur inventati come Stars Hollow. Qui hanno luogo le vicende di Lorelai Gimore e sua figlia Rory. Rimasta incinta a sedici anni, Lorelai non si è sposata con Christopher, il padre di Rory, decidendo di allevarla da sola, lontano dai suoi genitori troppo opprimenti, Emily e Richard. Sedici anni dopo Lorelai è una donna adulta, dirige un hotel e Rory è una ragazzina straordinariamente intelligente, tanto che viene ammessa all’esclusiva scuola privata Chilton. La Chilton, però, è molto costosa, per questo Lorelai è costretta a chiedere in prestito del denaro ai genitori che in cambio le chiedono di renderli di nuovo partecipi delle loro vite. Ma questa serie è animata anche dalla speciale amicizia tra Lorelai e Luke, il primo amore di Rory, il ritorno di Christopher e un amore importante per Lorelai.

Dopo anni di telefilm con genitori alcolizzati e figli precoci, finalmente una serie genuina e frizzante che veicola valori positivi, senza raggiungere l’eccessivo e talvolta stucchevole perbenismo di Settimo cielo. La serie ha un ritmo veloce, le battute sono sempre argute e mai volgari e rivaluta la vita dei sobborghi. Inutile dire quanto sia azzeccato il rapporto tra Lorelai e Rory, anche se forse un po’ utopico.

L’edizione italiana è buona, meglio la direzione del doppiaggio rispetto alla stesura dei dialoghi, che tuttavia è soddisfacente. La distribuzione delle voci è stata corretta, la scelta dei doppiatori sempre adatta al ruolo. La voce di Giupy Izzo mantiene la maturità e la simpatia di Lauren Graham, quella di Myriam Catania è addirittura migliore di quella di Alexis Bledel che talvolta risulta troppo fredda. Menzione particolare per Luigi Ferraro, snob e con accento francese, che interpreta il francese Michel Gerald, impiegato nell’albergo di Lorelai; e per Claudia Pittelli che, aggressiva e poco femminile, interpreta l’autoritaria Paris. Il doppiaggio è accurato, non ha tralasciato parti come a volte accade nel seriale televisivo, la recitazione di tutti i doppiatori è piuttosto buona e, soprattutto, rispetta i ritmi serrati dei dialoghi della serie.

I dialoghi sono scritti abbastanza bene, soprattutto ai dialoghisti si può riconoscere il merito di aver adattato molto bene alcune circostanze tipicamente americane sconosciute in Italia. Di seguito alcuni esempi. Già nella prima puntata Rory, parlando della trousse per il trucco della madre commenta «RuPaul doesn’t need this much makeup». RuPaul è un cantante ed attore americano transessuale, praticamente sconosciuto da noi, che si esibisce con un look vistoso, quindi l’adattamento «Dio, nemmeno Boy Gorge si mette tanta roba» è decisamente azzeccato perché rende l’idea della battuta. Nella stessa puntata Sookie chiede a Lorelai dov’è il paté, ottenendo come risposta «At Zsa Zsa Gabor’s house». Zsa Zsa Gabor è un’attrice di origine ungherese dei primi del secolo, più famosa per la sua vita sentimentale che per la carriera di attrice, tanto che è poco conosciuta in Italia, soprattutto ai giovani spettatori della serie. Per questo motivo la battuta è stata sostituita con un creativo «Ci ho incollato la tappezzeria», che mantiene il tono.

Uguale ragionamento per la scelta, altrove, di sostituire il riferimento a Henny Youngman, un comico noto negli Stati Uniti per le sue freddure, ma meno da noi, con il celeberrimo Woody Allen.

Difficile da capire, al contrario, perché la battuta «And Justin is just so dreamy he can’t marry Britney» sia stata tramutata in «Tom Cruise è troppo bello, non può sposare quella Penelope». Britney Spears e Justin Timberlake sono molto conosciuti anche qui, non c’era nessun motivo di ripiegare sulla coppia Cruise/Cruz.

Nella quarta puntata, inoltre, Lorelai accusa Rory con «Honey, you once told me that you loved “Saved by the bell”». La battuta in italiano è diventata «Oh tesoro, una volta ti scappò che ti piaceva Julio Iglesias», ma la serie “Saved by the bell” è stata trasmessa anche in Italia con il titolo “Bayside School”, quindi poteva anche essere mantenuta la battuta originale, con la traduzione del titolo, evitando un poco probabile riferimento a un cantante sicuramente non noto negli Stati Uniti.

Un buon adattamento è invece la presa in giro che Sookie e Lorelai fanno a Rory quando decide di portare dei biscotti al cioccolato al suo nuovo fidanzato Dean. Sookie canticchia «With the love and the Dean and the cookies», adattato con il simpatico «Le campane dell’amore fan din din», giocando sulla pronuncia di Dean.

Per quanto riguarda il sincrono, invece, durante la prima puntata Michel si lamenta del fatto che Rory si sia seduta sulla sua sedia, e quando la libera sospira «Ah, my chair», «Ah, la mia sediuccia» nell’edizione italiana. Ma il vezzeggiativo, per quanto carino, è ridondante e la battuta fuori sinc.

Nella settima puntata, inoltre, Rory racconta alla madre quanto la ammiri in fatto di uomini poiché pendono dalle sue labbra e Lorelai si giustifica con «That’s because I just stole his wallet», adattata con «Catturo la loro attenzione». Così, però, si è completamente persa l’ironia della risposta. Nella puntata successiva Max e Lorelai hanno un appuntamento a casa di lei, dovrebbero prendere un caffè e lei chiede «What are you gonna have?» / «Cosa ti offro?», e lui «You know that was a leading question, right?» / «Questo era un lapsus freudiano, vero?». Ma una “leading question” non è un lapsus freudiano, che è un errore inconscio, bensì una sorta d’imbeccata.

In un’altra occasione, invece, la donna dice «I want a pet», tradotto con «Voglio un piccolo cane», ma la battuta, oltre a essere fuori sincrono, stride un po’: chi direbbe di volere un piccolo cane? Semmai un cucciolo.

Verso la fine della serie Lorelai e Rachel parlano di una locanda, il Dragonfly; il nome è stato tradotto in italiano, ma nelle serie seguenti quando Lorelai la comprerà il nome rimarrà in inglese, evidentemente per disattenzione del direttore. Una disattenzione simile si ha nella puntata diciotto quando la singora Kim vende un pezzo di antiquariato a Emily e come sempre termina l’acquisto con «We appreciate your business», cliché che usa con ogni cliente. Infatti nelle altre puntate è sempre stata adattata con «Grazie per il suo acquisto», questa volta invece è diventato «È bello fare affari con lei». Dubito che sia una scelta, più facile che sia il risultato di fare adattare i diversi episodi a persone diverse senza coordinarne le scelte.

Altra battuta ironica persa lungo la strada dell’adattamento è nella stessa puntata, quando Rory e Lorelai sono al cinema a guardare il film di fantascienza “Queen of outer space”, e Rory dice alla madre che sua madre avrebbe torto a non essere contenta per la relazione di Luke «Solo per un tribunale di matti», mentre l’originale era «Only in an intergalactic court», con un ovvio riferimento al film sullo schermo, che si perde anche grazie alla mancanza di un cartello esplicativo.

In definitiva il telefilm è ottimo, allegro, frizzante, ma non frivolo. L’edizione italiana è molto buona per quanto riguarda la direzione del doppiaggio, un po’ meno per l’adattamento dei dialoghi che ha causato la perdita di più d’una delle sagaci battute delle protagoniste. Bisogna, tuttavia, riconoscere ai dialoghisti il merito di averne adattato bene altre i cui riferimenti molto interni alla cultura statunitense ne avrebbero precluso la comprensione al pubblico italiano.

Alessandra Basile

Il punto di vista di...

Salve! volevo solo segnalarVi che nella puntata in cui Lorelai attacca bottone per la prima volta con Dean alla cassa del supermercato, lo invita a guardare un film a casa loro, il film in questione è uno strano "Charlie e la fattoria di cioccolato" una traduzione un pò distratta per FACTORY!! Grazie! Daniela Sergi

Daniela Sergi

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