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Scheda

Soggetto:

Dan Aykroyd, John Landis

Sceneggiatura:

Dan Aykroyd, John Landis

Regia:

John Landis

Prodotto da:

Universal Pictures

Distribuito da:

CIC

Edizione italiana:

CDC

Dialoghi italiani:

Alberto Piferi

Direttore del Doppiaggio:

Rita Savagnone

Voci:

John Belushi:

Massimo Giuliani

Dan Aykroyd:

Piero Tiberi

James Brown:

Angelo Nicotra

Cab Calloway:

Sergio Fiorentini

Ray Charles:

Glauco Onorato

Matt Murphy:

Vittorio Di Prima

Alan Rubin:

Gianni Marzocchi

Carrie Fisher:

Micaela Esdra

John Candy:

Manlio De Angelis

Charles Napier:

Luciano De Ambrosis

Henry Gibson:

Gianfranco Bellini

Jeff Morris:

Michele Gammino

Ralph Foody:

Arturo Dominici

Steven Spielberg:

Sandro Acerbo

Michael Klenfner:

Renato Mori

Sorella Mary Stigmata:

Anna Miserocchi

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Blues Brothers
(The Blues Brothers, Usa 1980)

È una grande responsabilità recensire un film come The Blues Brothers: un film dal quale non si può prescindere quando si parla di storia del cinema.

Prima scena: si traducono con i sottotitoli i cartelli stradali che indicano il luogo in cui ci troviamo e dove, si presume, si sta per svolgere l'azione: la prigione in cui Jake è detenuto e dalla quale sta per uscire. All'inizio si parla poco: è l'ambientazione che deve colpire il pubblico. Subito però cominciamo a sorridere, quando la guardia legge l'elenco degli oggetti di Jake, sequestrati durante la detenzione, e che ora gli vengono restituiti: «Un orologio digitale Timex, rotto. Un profilattico non usato. Uno usato» («One Timex digital watch, broken. One unused prophylactic. One soiled»).

A questo punto comincia il film "parlato" (e "cantato"). La trama è molto semplice: i due fratelli decidono di rimettere insieme la banda, di cui erano vocalist, per raccogliere il denaro necessario alla sopravvivenza dell'orfanotrofio nel quale sono cresciuti.

Si entra nella storia piano piano: abbiamo un primo dialogo in automobile (un'auto ex polizia - quindi truccata - che ha sostituito la Blues Mobile, la "Caddy"), mentre i due fratelli si allontanano dalla prigione, il cui ritmo è dato dalla musica di sottofondo (She Caught the Katy). Il ritmo del dialogo nella versione originale è perfettamente mantenuto nella versione doppiata. Il dialogo con la madre superiora, la pinguina, che traduce letteralmente il "the penguin" dell'originale, ci mostra i due fratelli come, in fondo, due bravi ragazzi, delinquenti perché disadattati, ma rispettosi, o piuttosto intimoriti da sempre dalla suora. Il loro linguaggio, volgare "nella norma", ma con un crescendo di imprecazioni legato al crescendo dei rimproveri, non eccede e la scena successiva fa subito da calmiere, attraverso il più pacato dialogo con Curtis (Cab Calloway), bidello anziano a rischio del posto di lavoro.

L'idea della banda viene "suggerita" in maniera piuttosto particolare: i due si recano ad ascoltare il sermone del reverendo Cleophus James (James Brown) su invito di Curtis: e qui abbiamo il primo show. Il sermone è serratissimo, già preludendo al canto e alle danze sfrenate che seguiranno: il gospel è tradotto con i sottotitoli solo all'inizio, tanto le parole sono sempre quelle, e non sono di sicuro la componente più importante di questa scena. Al ritmo di "The Old Landmark" tutti cantano e danzano, e Jake «vede la luce» («Yes, yes! Jesus H. Tap-dancing Christ, I have seen the light!»)

«La banda, Elwood. La banda!» («The band, Elwood. The band!»)

A questo punto si mettono alla ricerca dei loro vecchi compagni, i quali «ora fanno tutti lavori rispettabili» («They split, they all took straight jobs»).

Distratti dalle chiacchiere superano un incrocio con il semaforo giallo - tendente al rosso -, e vengono subito fermati da due poliziotti che, insieme con la ragazza bionda che tenterà di uccidere Jake, ricorrendo a mezzi sempre più improbabili (e quindi sempre più comici), li inseguiranno per tutta la durata del film.

I poliziotti sono i più volgari, forse perché a loro va sempre a finir male; e ai due fratelli invece va sempre bene perché «sono in missione per conto di Dio» («We're on a mission for God»).

Da notare la simpatica traduzione della denominazione di un macchinario in dotazione alla polizia, per sapere se i documenti delle persone fermate sono a posto: il CEPICS - Controllo Elettronico Patenti e Infrazioni Codice Stradale, che sta per SCMODS - State, County, Municipal, Offender, Data, System.

Da qui in poi ogni occasione sarà buona per ascoltare Aretha Franklin (Think), Ray Charles (Tailfeather), e la stessa banda che, ricostituitasi, riesce a cantare "Stand by your man" in un locale dove si desidera solo ed esclusivamente musica country, ma solo dopo aver addolcito la platea con il tema della serie TV "Rawhide". Successivamente avremo "Minnie the Moocher" e finalmente "Everybody needs somebody to love" e "Sweet home Chicago".

E ora una serie di esempi che, oltre a quelli già citati, giustificano il mio giudizio molto positivo:

- durante il concerto al Palace Hotel Ballroom

Curtis:«La conoscete Minnie l'impicciona?» («Hey, you guys know Minnie the Moocher?»)

Murph:«Io conoscevo una certa Minnie la battona!» («I knew a hooker once named Minnie Mizola»)

Cambia un po', ma l'effetto comico c'è grazie anche all'uso della rima, assente dall'originale.

- Jake e Elwood entrano nel Palace Hotel Ballroom dal bagno delle signore per non essere presi dai loro vari inseguitori, e così si rivolgono loro:

Jake: «Comode, signorine, comode!» («Good evening ladies»)

Decisamente più comico in italiano.

- Dialogo tra Jake e la ragazza bionda, che finalmente parla, e dalla quale veniamo a sapere perché dall'inizio del film tenta di ucciderlo: è la fidanzata che Jake ha lasciato all'altare.

Jake: «Che piacere vederti fiorellino» («It's good to see you sweetheart»)

Woman: «Sei un luridissimo porco. Io sono rimasta casta e pura per te. Sono rimasta davanti all'altare in trepida e virginale attesa di te con trecentocinquanta invitati tra parenti e amici. Mio zio aveva ingaggiato i migliori cuochi rumeni dell'Illinois. Per procurarsi le sette limousines per il corteo nuziale mio padre ha versato una tangente al racket delle pompe funebri. E quindi per me, per mia madre, per mia nonna, mio padre, mio zio e per l'onore della famiglia ora devo uccidere te e tuo fratello» («You contemptible pig. I remained celebate for you. I stood at the back of a cathedral, waiting in celibacy for you, with 300 friends and relatives in attendance. My uncle hired the best Romanian caterer in the state. To obtain the seven limousines for the wedding party my father used up his favours with Mad Pete Trollo. So for me, for my mother, my grandmother, my father, my uncle and for the common good, I must now kill you and your brother»)

Woman: «…dopo che mi hai tradito!» («…You betrayed me».)

Jake: «Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!» («No, I didn't. Honest. I ran outta gas. I had a flat tire. I didn't have enough money for cab fare. My tux didn't come back from the cleaners. An old friend came in from outta town. Someone stole my car. There was an earthquake, a terrible flood, locust's. It wasn't my fault!! I swear to God!!»)

e alla fine, Elwood, per consolarla, le dice: «È fatto così» («Take it easy»), che concettualmente non è proprio la stessa cosa, ma in italiano rende di più, perché può essere considerata la seconda parte di quella che poteva essere la frase completa: «Non te la prendere, è fatto così».

Il dialoghista si è preso alcune libertà rispetto all'originale, che trovo pienamente azzeccate, come in questo scambio, apparentemente "infedele", ma che ha sicuramente un maggior effetto comico:

Elwood: «Il motore. È partito un pistone» («The motor. Thrown a rod»)

Jake: «Poi torna?» («It that serious?»)

Elwood: «No» («Yes»)

Inoltre ho notato un certo sforzo per rendere il tutto meno volgare:

Bob: «Adesso non esagerare, però!» («Goddamn boy!»)

Tucker: «Non ti azzardare a dire mezza parola» («Don't you say a fucking word»)

Poliziotto: «Da quella parte! Fuoco a volontà!» («Son of a bitch» )

In generale, ho trovato la traduzione molto interessante, attenta a quello che avrebbe destato l'attenzione e l'interesse del pubblico italiano, i dialoghi molto d'effetto, e la direzione del doppiaggio attenta alla scelta delle voci e alla loro "regia", qualità che rendendo giustizia al film, e che lo fanno apprezzare ancora oggi.

Un film che non stanca mai: in verità un ottimo esempio da studiare per i novelli dialoghisti e direttori di doppiaggio.

Arturo Pennazzi

Il punto di vista di...

Qualcosa di magico, sarà che avevo 5 anni quando è uscito e che iniziavo ad orecchiare e memorizzare i primi suoni... E poi la musica... un paio di anni dopo ho partecipato ad una recita ed io ero Elwood! Dal punto di vista doppiaggio, tanto di cappello, in particolare la timbrica di Giuliani è identica a quella di Belushi.

Villanicolai

il punto di vista di...

Salve! L'analisi della traduzione del capolavoro di John Landis è interessante ma mi pare che manchi di segnalare il più clamoroso errore: quando i due fratelli sono nella cantina con Calloway, ricordano i bei tempi andati, raccontando di come lui "suonasse l'arpa" per l'oro. L'arpa?!? Ve lo immaginate un bidello di colore, a Chicago, che suona l'arpa? Strano eh? Il fatto è che "the harp" nello slang americano è la "blues harp", cioè l'armonica a bocca. E mi pare strano che, nel prepararsi al doppiaggio di un film incentrato sul blues, i traduttori non si siano preoccupati di cercare di documentarsi anche sullo slang tipico di quella cultura. Per il resto la traduzione regge... peccato solo per i tagli massicci, proprio in termini di girato, che - non si capisce perché - hanno deciso di imporre all'edizione italiana film, a suo tempo. Saluti

Alessandro Arcuri

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