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Scheda

Soggetto:

Ernest Hemingway (dal romanzo omonimo)

Sceneggiatura:

Dudley Nichols

Regia:

Sam Wood

Prodotto da:

Paramount

Distribuito da:

Paramount (1948) / Universal-CIC (1978) / Universal (2003)

Edizione italiana:

CDC (1948) / CD (1978) / CVD (2003)

Direttore del Doppiaggio:

Riccardo Cucciolla (1978) / Oreste Rizzini (2003)

Voci:

Gary Cooper:

Romolo Costa / Pino Colizzi / Massimo Lodolo

1948
dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
4
1978
dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5
2003
dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Per chi suona la campana
(For Whom the Bell Tolls, Usa 1943)

Per chi suona la campana (For whom the bell tolls), scritto da Ernest Hemingway, è uno dei romanzi più famosi del novecento e da esso, nel 1943, è stato tratto uno dei film più amati della storia del cinema, diretto da Sam Wood e prodotto con grande sfarzo dalla Paramount. La trama è ispirata alle vicende della Guerra Civile Spagnola del 1937. Robert Jordan, un professore americano idealista infiltratosi tra i partigiani ed esperto dinamitardo, si unisce ad un gruppo di guerriglieri nascosti tra i monti vicino a Segovia, per coinvolgerli nella sua missione segreta: distruggere un ponte collocato in un punto strategico del territorio nemico. Robert si innamora della giovane Maria, una ragazza spagnola violentata dai fascisti e accolta come una figlia da Pilar, la zingara moglie del capo del gruppo, Pablo. La missione riesce ma i nazionalisti attaccano in controffensiva: Robert è ferito a morte e, dopo uno straziante addio alla disperata Maria, rimane ad attendere il nemico armato di mitragliatrice, per proteggere la fuga dei suoi amici.

Fu proprio Hemingway a dichiarare che nella parte dei due protagonisti, Roberto e Maria , avrebbe volentieri visto il suo amico Gary Cooper e la nuova stella svedese di Hollywood, Ingrid Bergman, che aveva da poco interpretato con successo il ruolo di una prostituta in Il Dottor Jekill e Mr. Hyde a fianco di Spencer Tracy e Lana Turner. In un primo momento il film, che sarebbe stato prodotto dalla Paramount, doveva essere diretto nientemeno che da Cecil B. De Mille, ma, quando questi rinunciò al progetto, il ruolo di regista passò a Sam Wood, che aveva tra l’altro al suo attivo il celebre Addio Mr. Chips (Goodbye Mr. Chips, 1939) e aveva diretto, non accreditato, alcune sequenze di Via col vento. Le prime riprese di campi lunghi e scene di battaglia ebbero luogo nel novembre 1941, prima che venisse completato il cast definitivo e addirittura prima che Dudley Nichols portasse a termine il suo brillante lavoro di sceneggiatore. Assicuratisi i servigi di Cooper e della Bergman (che si aggiudicò la parte dopo che la ballerina Vera Zorina fu scartata) il cast fu completato con nomi come Fortunio Bonanova (Fernando), Joseph Calleia (El Sordo) e molti altri. Akim Tamiroff si aggiudicò il secondo ruolo principale maschile (l’ubriacone attaccabrighe Pablo) mentre Katina Paxinou, grande stella del teatro greco, ottenne la parte della “pasionaria” Pilar. La Paxinou dichiarò: “Vengo da una generazione di guerriglieri. Mio nonno, a soli 14 anni era ricercato e si rifugiò a Creta. Mia nonna imparò a leggere da un capo di guerriglieri in una caverna dell’isola. La conosco, Pilar. Molto bene.”

La coppia Cooper/Bergman fece faville nelle parti di Roberto e Maria, i due appassionati amanti che vivono tutta una vita di amore e coraggio in quattro indimenticabili giorni. Le splendide scenografie di William Cameron Menzies, fotografate nel glorioso Technicolor di Ray Rennahan fecero il resto. Il film venne distribuito come “roadshow attraction” in cinema selezionati, nell’estate del 1943. Fu un grande successo di critica e pubblico, costato ben tre milioni di dollari. Ebbe nove candidature all’Oscar (film, attore, attrice, attore non protagonista, attrice non protagonista, fotografia a colori, montaggio, scenografia e costumi). Purtroppo solo Katina Paxinou si aggiudicò la statuetta.

La versione originale del film durava 170 minuti e, dopo la sua distribuzione “roadshow” in pochi cinema selezionati, Wood eliminò qualche sequenza, portando la durata a 156 minuti. Alla metà degli anni ’50 la Paramount rieditò il film operando ulteriori tagli che portarono la durata a 130 minuti. Per molti anni questa è stata la sola versione disponibile. In anni recenti, dopo l’acquisizione dei diritti da parte della Universal nel 1970, è stata ritrovata a cura degli UCLA Film Archives, una copia su pellicola al nitrato in Technicolor della versione di 156 minuti, nella collezione privata della Library of Congress. Da tale copia, nel 1995 sono state ricavate le scene mancanti dalla riedizione Paramount (i vecchi negativi erano stati tutti distrutti) e il film è stato nuovamente distribuito dalla Universal, nella durata originale di 156’.

La prima versione italiana del film risale alla sua prima uscita nelle nostre sale nella primavera del 1948, in versione lunga (con qualche piccolo taglio censorio nei punti in cui la sceneggiatura fa riferimento alle responsabilità dei fascisti italiani nella guerra di Spagna). I grandi doppiatori della CDC Lydia Simoneschi (Bergman), Romolo Costa (Cooper), Lola Braccini (Paxinou) e Mario Besesti (Tamiroff) resero nel nostro idioma quelle indimenticabili interpretazioni. Purtroppo tale doppiaggio è da molti anni accoppiato alla versione di 130 minuti del film. Una versione leggermente più lunga (135 minuti) del film venne distribuita in Italia in riedizione nei cinema nella primavera del 1978, dalla Cinema International Corporation che, col marchio Universal, stava rilanciando il film in tutto il mondo (e in Spagna per la prima volta). Per questa riedizione fu approntato un nuovo doppiaggio, molto pregevole, curato da Riccardo Cucciolla. A dare la voce ai personaggi di Hemingway furono stavolta Pino Colizzi (Cooper), Vittoria Febbi (Bergman), Anna Miserocchi (Paxinou) e Sergio Fiorentini (Tamiroff). Questo ridoppiaggio “moderno” è malauguratamente scomparso da molti anni. Sarebbe auspicabile un suo ritrovamento, in quanto, all’ottimo ed ispirato cast si aggiunge un adattamento italiano davvero encomiabile, pieno di riferimenti diretti al romanzo stesso assenti addirittura nella sceneggiatura originale. Ad esempio è in questa versione che possiamo sentire Cooper/Colizzi chiamare la Bergman “coniglietto”, come Jordan fa nel romanzo e non è raro sentire qualche asprezza di linguaggio tipica di Hemingway far capolino da un copione che anche in originale cerca sempre di mantenersi “educato”. In occasione della prima messa in onda televisiva del film, la Rai, come era già capitato per Via col vento, preferisce il doppiaggio d’epoca, purtroppo disponibile ormai solo in versione accorciata. Volendo analizzare questo primo doppiaggio, c’è da dire che è molto affascinante. Simoneschi, Braccini e Besesti fanno faville ma purtroppo Romolo Costa non regge bene il ruolo eroico di Cooper e il suo tono di voce invecchia molto il personaggio, che riacquisterà invece toni giovani e romantici con Colizzi nel 1978. La storia del doppiaggio italiano di questo classico ha il suo capitolo finale nel 2003 quando, a sorpresa, la Universal, per l’uscita della versione restaurata del film in dvd, anziché utilizzare il master di Studio Universal, già montato ad arte sul doppiaggio 1948 accorciato, decide di far ridoppiare ex novo il film in tutte le principali lingue nella versione lunga. Viene dunque approntata una colonna internazionale nuova “ad hoc” che comprende le parti utilizzabili di quella per la versione da 130 minuti e riempie i buchi e i necessari raccordi dovuti alle scene aggiunte con brani presi da una incisione discografica della colonna sonora realizzata negli anni ’70 e dalla “overture” ed “Intermission music” già presenti nel master. Il doppiaggio è affidato alla CVD, sotto la direzione di Oreste Rizzini. Il risultato non sfigura assolutamente nei confronti dei due doppiaggi precedenti. Per quanto riguarda l’adattamento si è proceduti ad un rilevamento preciso ed abbastanza fedele della versione del 1948, adattando ex-novo tutte le parti mancanti; finalmente possiamo apprendere, senza alcuna censura, che gli aerei nemici che in una scena sorvolano l’accampamento di Pablo sono, come dice Jordan, «tedeschi ed italiani». In un’altra importante scena Jordan dichiara che «non è solo la Spagna a combattere qui ma la Germania e l’Italia da una parte e la Russia dall’altra». «I nazisti ed i fascisti sono contro la democrazia… e usano questo paese come terreno di prova per la loro macchina da guerra». Tra i doppiatori della nuova edizione è doveroso citare almeno l’intensa Claudia Balboni (Ingrid Bergman), il romantico Massimo Lodolo (Cooper), la magnetica Solvejg d’Assunta (Katina Paxinou) e lo sprezzante Vittorio Congia (Tamiroff). Alcuni confronti tra celebri battute dei tre doppiaggi evidenziano che, nel 1948, Roberto e Maria al loro primo incontro si danno del voi («Vi chiamate?» «Maria. E voi?» «Roberto»). Nel 1978 si diedero del tu («Come ti chiami?» «Maria, e tu?») e oggi nel dvd si danno del “lei” («Come si chiama?» «Maria, e lei?»). Nella traduzione italiana del romanzo (opera di Maria Napolitano Martone) si danno pure del tu (quindi il più filologicamente corretto è il doppiaggio del 1978). Quando, durante la loro famosa ultima notte insieme, Maria dice senza mezzi termini a Roberto che, una volta che vivranno insieme «at night we’ll make love», il primo adattatore del 1948 si affrettò a nascondere la cosa con la battuta «la notte verrò a trovarti»; nel 1978 e anche nella versione attuale Maria dice chiaramente che «la notte faremo l’amore». In conclusione, grazie alla Universal e alla CVD possiamo gustare questo grande classico in una nuova ed inedita versione.

Nunziante Valoroso

Il punto di vista di...

Non sono propriamente d'accordo con l'amico Nunziante riguardo al doppiaggio dell'edizione in DVD. Tanto per cominciare, come ha già specificato lui, la colonna internazionale (musica + effetti sonori) è sopravvissuta solo in parte, così in moltissime scene le musiche sono completamente diverse, spesso s'interrompono bruscamente per poi riprendere subito in maniera assai differente, poi terminano del tutto mentre nel doppiaggio originale e in inglese proseguono e così via... Altro punto sottolineato dal grande Nunziante riguarda i dialoghi: le nuove battute sono sì basate in maniera abbastanza fedele sul doppiaggio d'epoca, ma con qualche classico errore di trascrizione a causa di un ascolto poco accorto del doppiaggio originale non confrontato doverosamente con il copione in inglese. Per esempio, la battuta di Maria "mi sdraiarono su un divano", che era traduzione quasi letterale di "they put me on the couch", è stata mal interpretata come "mi spogliarono sul divano". Oppure "I love you very much", che Maria dice a Pilar quando quest'ultima si burla del piangente Joaquin, un tempo si sentiva tradotto correttamente con "Ti voglio molto bene" nel doppiaggio originale, ma in DVD diviene "Gli voglio molto bene". Quanto alle forme di cortesia, il "voi" degli anni '40 era perfetto, ancor meglio il "tu" della versione di Cucciolla, ma i "lei" della riedizione in DVD sono del tutto inopportuni. Devo dire invece che, a ben guardare, Oreste Rizzini ha scelto le voci del 2003 in maniera abbastanza intelligente. Certamente l'atmosfera d'epoca va a farsi friggere e la moderna maniera di registrare i dialoghi su colonne separate porta le piccole battute come "Sì" o "Siediti" e così via ad essere recitate con enfasi totalmente errata; anche sulle pronunce spagnole si pecca (v. "Joaquin" detto con la J portoghese) come se doppiatori e direttore non avessero ascoltato l'originale in cuffia; disprezzabile, poi, l'aggiunta di versi umani assenti in originale per indicare sforzo, dolore, ecc. Tutto sommato, però, trovo che l'impostazione dei nuovi doppiatori non sia completamente disdicevole, eccezion fatta per Claudia Balboni che dipinge Maria in maniera sexy anziché intimidita e romantica (è vero, sono un fan oltremodo sfegatato di Lydia Simoneschi, ma non è questo il motivo che mi porta a disprezzare la Balboni della Bergman... anzi, credo di essere fin troppo oggettivo nel valutare questo ri-ri-doppiaggio). Al contrario, la migliore tra le nuove voci è senza alcun dubbio quella di Solvejg D'Assunta: del resto la Solvejg è una professionista sin dai tempi d'oro, basti pensare che doppiò (magistralmente) la Claudia Cardinale de "Il gattopardo". Anche qui sul premio Oscar Katina Paxinou è davvero ottima... sebbene la Braccini fosse comunque su tutt'altro livello!

Emelius Bisestile

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