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Scheda

Soggetto:

Yasmina Reza

Sceneggiatura:

Roman Polanski, Yasmina Reza

Regia:

Roman Polanski

Prodotto da:

CONSTANTIN FILM, SBS PRODUCTIONS, SPI POLAND

Distribuito da:

Medusa

Edizione italiana:

CVD

Dialoghi italiani:

MAURA VESPINI

Direttore del Doppiaggio:

MAURA VESPINI

Assistente al doppiaggio:

ROBERTA SCHIAVON

Fonico di doppiaggio:

VIERI MARTELLI

Fonico di mix:

ROBERTO CAPPANNELLI

Sonorizzazione:

CINECITTA' DIGITAL FACTORY

Voci:

Jodie Foster:

Laura Boccanera

Kate Winslet:

Chiara Colizzi

Christoph Waltz:

Angelo Maggi

John C. Reilly:

Simone Mori

dialoghi
italiani
4
direzione
del doppiaggio
3,5

Carnage
(Carnage, Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011)

Quanto è fragile la scorzetta di civiltà che tiene in piedi ognuno e tutti, se basta una vomitata a far uscire fuori - oltre alla torta di mele ingollata solo per gentilezza - tutta la primitiva bestialità che è la nostra vera sostanza, quel dio del massacro che ci governa e ci mette ognuno contro l’altro e contro se stesso?
Un mio caro amico diceva «Bei tempi, quando le donne morivano di parto». Carnage - e la pièce della Reza da cui è tratto - va oltre la guerra del clan contro il clan, delle donne contro gli uomini, dell’uno contro l’altro; ci mostra, semmai, che le donne stanno in generale un po’ peggio degli uomini, facilitati nel compito di sopravvivere (e di dimostrare a se stessi di essere “civili”) dal cinismo o dall’accettazione della mediocrità.
Il finale dell’ottimo film di Polanski, con il roditore unico sopravvissuto alla carneficina, indica che forse una umana riflessione sull’inutilità di millenni di accumulo di sovrastrutture non digerite non è tempo perso.
Il doppiaggio di questo film complesso, di parola, con un suo perfetto meccanismo a orologeria, scandito da serrati dialoghi e squilli di telefonino (co-protagonista e dotato di vita propria), non delude, perlomeno sul piano della scrittura, in cui ho rilevato solo un paio di cadute in uno stile peraltro quasi ineccepibile: la mancata soluzione del gioco di parole del nomignolo «darjeeling invece di darling» (che funziona solo non traducendolo) e la reiterazione dell’odiosetto «drink», per ben tre volte di seguito.
Ottime le interpretazioni di Angelo Maggi - al limite della perfezione - e di Simone Mori, mentre Chiara Colizzi e Laura Boccanera a volte arrancano - con conseguenze anche sul sinc - a star dietro a Kate Winslet (che viene fatta ubriacare forse un po’ troppo repentinamente, dopo solo un paio di sorsi del suddetto «drink») e al mostro Jodie Foster, oggettivamente difficile da eguagliare. Diciamo che sono parzialmente scusate perché credo che, vista la stoffa, con un po’ di tempo e qualche prova in più ce l’avrebbero fatta.

Giovanni Rampazzo

Il commento

Davvero interessante ed intrigante. Non vedo l'ora di vederlo. Grazie e buon indispensabile lavoro!

Paola Moretti, Sondrio

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