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Recensioni Reviews

Scheda

Sceneggiatura:

Cédric Klapisch

Regia:

Cédric Klapisch

Edizione italiana:

LaBiBi.it

Dialoghi italiani:

GIANNI G. GALASSI

Direttore del Doppiaggio:

GIANNI G. GALASSI

Assistente al doppiaggio:

ANTONELLA MECUCCI

Fonico di mix:

RICCARDO CANINO

Voci:

Romain Duris:

Francesco Pezzulli

Cécile De France:

Daniela Calò

Xavier De Guillebon:

Gianni Bersanetti

Judith Godrèche:

Giò-Giò Rapattoni

Audrey Tautou:

Valentina Mari

Martine Demaret:

Liliana Sorrentino

Kevin Bishop:

Alessandro Quarta

dialoghi
italiani
3,5
direzione
del doppiaggio
3,5

L'appartamento spagnolo
(L'auberge espagnole, Francia/Spagna 2002)

Propagandato chissà perché come un film che fa sbellicare dalle risate, il film di Klapisch è in realtà un film triste, sull’abbandono, la solitudine e la mediocrità. È però anche un lepido esempio europeo di cinema civile - genere in cui gli statunitensi sono maestri incontrastati - in cui, seppur infarcito di luoghi comuni, attraverso l’incontro di soggetti culturalmente diversi si mostra che cambiare è possibile, e forse in meglio. E cambiata è sicuramente la Spagna dai tempi (molto recenti) del boia Franco e del suo criminale scagnozzame fascista tanto da suggerire allo spettatore ignaro di cercarsi di corsa La guerra è finita, uno dei più bei film di Resnais, per capire attraverso occhi diversi il percorso di un paese che ha visto garrotati la sua meravigliosa rivoluzione e i suoi figli migliori per quasi quaranta anni. (Salvador Puig Antich, anarchico catalano, venne garrotato nel 1974, aveva 26 anni.)
Ben scritto il dialogo, preciso nel riprodurre lo straniamento del ritrovarsi in un altro paese e accorti gli scambi tra i protagonisti di lingue diverse; giuste anche le voci con un Pezzulli - tranne qualche battuta iniziale - ben calato sul giovane Duris e tutti gli altri che - ben diretti - riescono a interpretare con sufficiente spontaneità i loro ruoli.

Giacomo Depero

Il punto di vista di...

Non ho mai visto questo film in italiano, ma mi è stato riferito che nella nostra versione i personaggi sono stati tutti doppiati nella lingua di Dante, diversamente dall'edizione originale francese in cui sono presenti numerosi e corposi dialoghi in inglese (oltre che in spagnolo? Non ricordo più, ma è probabile). Quel che più mi scandalizza della versione italiana, comunque, è il titolo: "auberge espagnole" è un'espressione che i cugini d'oltralpe utilizzano come equivalente del nostro "porto di mare", dunque questo "L'appartamento spagnolo" annienta il gioco di parole e banalizza il nome del film.

Francesco Caminiti

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