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Recensioni Reviews

Scheda

Edizione italiana:

1st Line Service

Dialoghi italiani:

Paolo Modugno

Direttore del Doppiaggio:

Ludovica Modugno

Assistente al doppiaggio:

Fabio Greco

Trasmesso in Italia da:

Rai 4

Voci:

Amanda Tapping:

Rosalba Caramoni

Robin Dunne:

Francesco Pezzulli

Emilie Ullerup:

Domitilla D'Amico

Ryan Robbins:

Stefano Crescentini

Christopher Heyerdahl:

Gaetano Varcasia

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
3,5

Sanctuary - seconda stagione
(Sanctuary, Usa 2008)

Se il destino del mondo dovesse davvero essere nelle mani dei protagonisti di questa serie meta-vampiresca questo si sarebbe già compiuto e probabilmente vivremmo tutti un altro kalpa, ma la (mala)sorte si è invece accanita solo su alcuni, i suoi spettatori, tra cui la sottoscritta che a caccia di perle trascorre la notte masticando carote per favorire l’abbronzatura ormai prossima e necessaria navigando in immersione nell’etere digitale dove spesso incappa, anzi sprofonda, in abissi inquietanti: fosse dell’idiozia televisiva, come questo Sanctuary, che immagino con un minimo di imbarazzo Rai 4 trasmette giustamente durante il sonno dei giusti. Insomma, ‘sta roba, invece di restarsene a gravitare in Canada, dove è stata prodotta per svagare i sasquatch, e al massimo colare negli States dove è sicuramente apprezzata dalla notevole quantità di minus habens laggiù presenti, è riuscita ad arrivare anche qui, dove è stata ovviamente doppiata, con uno strano risultato. Sarà forse per i gargarismi con sangue puro ma gli interpreti, tutti ben scelti, coprono con impegno i protagonisti e la narrazione scorrerebbe tranquilla se non fosse per i dialoghi - almeno per quanto riguarda la prima stagione - che sembrano fatti con il traduttore automatico e che rendono il tutto davvero poco credibile e patetico, al limite dello stupore e dell’ilarità. Un esempio per tutti: «Voglio porti le mie scuse». Va detto che la situazione migliora parecchio nella seconda stagione, e i dialoghi diventano quantomeno fluidi e senza costruzioni strampalate, altrimenti qualcuno avrebbe dovuto avvertire le Giubbe Rosse.

Marnie Bannister

Il punto di vista di...

Sono uno degli adattatori dei dialoghi “che sembrano fatti con il traduttore automatico” delle tre stagioni di” Sanctuary”. E’ in arrivo la terza, a proposito. Mi dispiace, ma forse, avendoli visti a tarda notte, chi ha curato la recensione non si è accorta che la maggior parte dei personaggi sono nati nel 1800, e quindi, è stata mia cura di adattare il linguaggio all’epoca, come, d’altronde, era nella versione originale. Quindi, non suona così ridicola una frase come “Voglio porti le mie scuse”, la quale, comunque, sarebbe preferibile anche oggi, al “farti” le mie scuse. Chi scrive dialoghi o sceneggiature o testi teatrali, in genere, è attento a usare il meno possibile verbi d’uso generico, come “fare” e “dire”, oltre che per una maggior cura dell’uso della lingua, anche per evitare fastidiose ripetizioni all’ascolto. Il linguaggio generale della serie, comunque, è molto ironico e, se questo risultato si è mantenuto nella versione italiana, è un risultato accettabile. Se il recensore volesse compulsare – lo so, è un termine un po’ obsoleto – le liste dialoghi originali, forse potrebbe trovare conferma del mio punto di vista. E’ vero che nel lavoro di traduzione delle versioni italiane c’è spesso del pressappochismo, dovuto alla fretta o ai budget sempre più ristretti, ma, permettetemi di dirlo, anche chi tra recensisce il nostro lavoro. Grazie dell'attenzione,

Paolo Modugno

La risposta

Le scuse, mi scusi, si "porgono" o si "presentano", non "pongono"; invece "porti" è "porre" con l'enclitica del pronome atono "ti".

MB

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