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Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Alejandro Amenábar, Mateo Gil

Sceneggiatura:

Alejandro Amenábar, Mateo Gil

Regia:

Alejandro Amenábar

Prodotto da:

FERNANDO BOVAIRA, ÁLVARO AUGUSTIN PER HIMENÓPTERO, MOD PRODUCCIONES, TELECINCO CINEMA, CINEBISS

Distribuito da:

MIKADO

Edizione italiana:

TECHNICOLOR

Dialoghi italiani:

ELETTRA CAPORELLO

Direttore del Doppiaggio:

RODOLFO BIANCHI

Assistente al doppiaggio:

FRANCESCA RIZZITIELLO

Fonico di doppiaggio:

VINCENZO MANDARA

Fonico di mix:

MARCO COPPOLECCHIA

Voci:

Rachel Weisz:

FRANCESCA FIORENTINI

Oscar Isaac:

FABIO BOCCANERA

Max Minghella:

FRANCESCO PEZZULLI

Rupert Evans:

ALESSANDRO QUARTA

Sami Samir:

FRANCESCO PRANDO

Michael Lonsdale:

BRUNO ALESSANDRO

Ashraf Barhom:

ANGELO MAGGI

Richard Durden:

DARIO PENNE

Manuel Cauchi:

STEFANO DE SANDO

Homayoun Ershadi:

RODOLFO BIANCHI

Oshri Cohen:

MARCO VIVIO

Harry Borg:

EMIDIO LA VELLA

dialoghi
italiani
4,5
direzione
del doppiaggio
4,5

Agorà
(Agora, Usa/Spagna 2009)

Poco ha da giustificare il sig. Razzingher, a distanza di oltre 1.500 anni, i comportamenti del santo e dottore della chiesa Cirillo, uno dei più grandi figli di puttana che la Storia ricordi, responsabile della distruzione della biblioteca di Alessandria, del martirio di Ipazia e della persecuzione di Nestorio, padre della chiesa copta. Il film è nitido e impeccabile come tutti gli altri di Amenabar, regista davvero prodigioso, e dimostra come sia in grado di affrontare anche il genere storico con una ricostruzione che non indulge a nessuna americanata, salvo che nel finale. Infatti per le cronache del tempo e i maggiori storici venne scorticata viva e uccisa dai cristiani a colpi di cocci o valve di conchiglie, mentre nel film viene gentilmente soffocata prima di essere fatta a pezzi e bruciata. E il doppiaggio è molto attento a flottare nel giusto calibro, a completare, e a scomparire nei volti e nei ruoli con le giuste voci e ottime interpretazioni – in particolare vanno segnalati Prando e Alessandro -  grazie alla coerente e sentita direzione di Bianchi. I dialoghi, precisi e mai fuori misura, aderiscono senza sbalzi alle situazioni e al periodo storico. Che volere di più?

Marnie Bannister

Il punto di vista di...

Cara redazione, la recensione molto "calda" di Agorà, mi sembra che non tenga conto delle molte libertà storiche che il regista si è preso nella ricostruzione della storia di Ipazia, libertà che in modo diverso si era preso nel ricostruire la vicenda di Mar Adentro. Anche se non siamo a Hollywood, non è mai bene prendere per oro colato (storico) quella che è una ricostruzione di finzione. Senza andare a scomodare i libri degli storici, che pure sono citati come fonti in molti articoli, si possono trovare le invenzioni e le unilateralità di Amenabar in molti articoli che si trovano sul web, e il recensore avrebbe potuto dargli almeno un'occhiata. Solo per dirne una fra tante, la biblioteca di Alessandria fu distrutta qualche secolo prima della nascita di Cirillo..., nel 48 avanti Cristo, anche se il film incolpa Cirillo anche di questo... Un saluto!

Armando Fumagalli

la risposta...

Verissimo, la recensione era "calda" perché scritta non tanto con la ragione quanto col cuore: è un mio difetto trasalire di fronte a certi oltraggi seppelliti dalla Storia e che la Storia hanno cambiato forse ritardando di mille anni l'avvento della ragione, compresa la mia. In effetti, compulsando qualche sacro testo - nel senso enfatico di significativo e credibile - risulta che le distruzioni della biblioteca, a partire dal 48 a.C. con la conquista di Alessandria da parte di Giulio Cesare, furono più di una e che il responsabile dell'ultima e definitiva distruzione, avvenuta nel 391 d.C., fu l'arcivescovo Teofilo, zio di Cirillo, a cui quest'ultimo successe alla sua morte. Una cosa in famiglia insomma. Ma questo non mi esime dallo scusarmi per non essermi documentata meglio ed aver abboccato come un'ingenua carpetta all'amo dorato di Amenabar.

(m.b.)

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