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Scheda

Soggetto:

Tony Gilroy

Sceneggiatura:

Tony Gilroy

Regia:

Tony Gilroy

Prodotto da:

LAURA BICKFORD PRODUCTIONS, UNIVERSAL PICTURES

Distribuito da:

UNIVERSAL

Edizione italiana:

PUMAISdue

Dialoghi italiani:

FIAMMA IZZO

Direttore del Doppiaggio:

FIAMMA IZZO

Assistente al doppiaggio:

SIMONA ROMEO

Fonico di doppiaggio:

ANTONELLO GIORGIUCCI

Fonico di mix:

FRANCESCO CUCINELLI

Sonorizzazione:

TECHNICOLOR spa

Voci:

Julia Roberts:

ROBERTA PELLINI

Clive Owen:

FABIO BOCCANERA

Tom Wilkinson:

FRANCO ZUCCA

Paul Giamatti:

FRANCO MANNELLA

Thomas McCarthy:

FRANCESCO BULCKAEN

Kathleen Chalfant:

VITTORIA FEBBI

Oleg Stefan:

SAVERIO INDRIO

Denis O'Hare:

PASQUALE ANSELMO

Rick Worthy:

MASSIMO BITOSSI

Carrie Preston:

GIUPPY IZZO

Christopher Mann:

GIULIANO BONETTO

Khan Baykal:

FRANCESCO VENDITTI

Kirby Mitchell:

ROBERTO CERTOMA'

Dan Daily:

AMBROGIO COLOMBO

Ulrich Thomsen:

ALEXANDER FRANCIS

Christopher Mann:

ALESSANDRO BALLICO

Christopher Denham:

NANNI BALDINI

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4

Duplicity
(Duplicity, Usa 2009)

Claire e Ray sono due spie rispettivamente della CIA e dei servizi segreti britannici che decidono di dedicarsi allo spionaggio industriale per guadagnare decine di milioni di dollari e ritirarsi dalla professione. Seguono quindi due aziende del mercato della cura della persona in perenne rivalità prima del lancio di un nuovo rivoluzionario prodotto. Il loro progetto è di sottrarre la formula di questo prodotto e di venderla a dei loro clienti. Ma durante questa storia di spionaggio s’intreccia anche la loro storia d’amore.
Duplicity si basa sul ruolo della fiducia: nessuno si fida di nessuno e tutti fregano tutti. Niente di più semplice. I personaggi di questo film non riescono a stringere autentici rapporti di fiducia nemmeno con le persone più care, neanche con chi amano.
L’inizio è molto lento, lo spettatore deve aspettare per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e comprendere di cosa si stia parlando. Lo scorrere della narrazione non è certo aiutato dai continui salti temporali che bisogna seguire per non perdere il filo della storia. Da segnalare un abuso del tanto moderno e altrettanto inflazionato split screen che di fatto è anche una tecnica apprezzabile che fonde grafica e sinossi, tuttavia in questa pellicola se ne fa un uso eccessivo.
Un altro appunto alla pellicola è la totale gestione delle parte romana del film. Claire e Ray s’incontrano “casualmente” a Roma e qui assistiamo ad una sequela senza fine di stereotipi: un drink in piazza, stradine strette che s’imperviano per la città, un gruppo di suore a testimonianza della storia cattolica del paese, bambini che giocano a pallone per strada per ricordare l’importanza del calcio in Italia, una sfilza di Vespe parcheggiate. Ma il luogo comune sfocia nell’offesa: dulcis in fundo, quando Claire è furiosa perchè nell’hotel a cinque stelle dove alloggiano si sono dimenticati di svegliarla, Ray le risponde «Benvenuta in Italia» – una stoccata ai vari ritardi e disservizi italiani. Sempre nello stesso albergo i due appendono uno strano ed improbabile cartello fuori dalla stanza «Non si disturbi» – da dove viene? In tutti gli hotel italiani il cartello riporta «Non disturbare».
Per quanto riguarda l’edizione italiana c’è da riportare un piccolo “caso” che si è creato per questo film. L’abituale doppiatrice di Julia Roberts Cristina Boraschi è stata sostituita con Roberta Pellini. Pare che il tutto sia derivato dagli impegni di lavoro della Boraschi che non si sposavano con le esigenze produttive, anche se l’attrice ha dichiarato che la sua disponibilità sforava solo di un paio di giorni. Ad ogni modo la voce della Pellini è stata una buona scelta ed altrettanto la sua recitazione. Molto buone anche le voci e recitazioni di Franco Mannella e di Vittoria Febbi.
Alcuni appunti sui dialoghi: durante il suo discorso Tully dice «potremo tutti beneficiare», troncando così la frase. Ci sono due possibilità: o l’errore è sfuggito, o Franco Zucca si è “mangiato” la <n> di “beneficiarne” che non si sente bene. Sempre Tully mentre parla con Claire dice «parlo di chi accese materialmente il fuoco» – “fuoco” alla fine della frase che termina con “fire” in originale stona sul labiale. Ancora lui afferma più avanti «Io credo nell’evoluzione aziendale», ma anche in questo caso il labiale è piuttosto differente.
Altre due battute con errori di labiale sono di Ray che dice «Se avessi saputo che la talpa era lei non avrei accettato l’incarico” e poi «Ho portato a termine la missione». “Incarico” e “missione” sono l’adattamento di “job”, ma si nota troppo la differenza.
Insomma, il film non convince, il doppiaggio italiano non è male, ma poteva essere migliore.

Alessandra Basile

Il punto di vista di...

sono d' accordo sul fatto che gli americani non siano così sensibili alle altre culture, e tendono a ragionare in maniera molto schematica, un po' come la mappa di new york, perpendicolari e parallele, per le diagonali iniziano a fare difficolta! è pur vero che girando per roma vedi una miriade di preti e suore, sugli autobus, a piedi, per non parlare di quelli che girano nei pressi del vaticano...io mi chiedo sempre cosa fanno questi tutto il giorno?? a questo punto, forse, hanno ragione gli americani: PASSEGGIANO SEMPRE! per il calcio, hanno ancora una volta ragione gli americani, in italia non si parla d'altro, tanto più a roma dove è una fede vera e propria! e rischi le botte se solo parli male di una squadra.. le stradine del centro sono strette e sono piene di scooter e macchine..basta andare Avrebbero dovuto dire BENVENUTI A ROMA, questo è l'errore che hanno fatto. che altra immagine possiamo dare noi al resto del mondo in questo preciso periodo storico?? mancavano solo 2 trans ed il quadretto sarebbe stato completo! quanto al doppiaggio, eseguito molto bene, a volte ci sono dei primi piani e delle parole che non si possono proprio adattare. saluti

Fra

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