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Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Stefan Aust

Sceneggiatura:

Bernd Eichinger, Uli Edel

Regia:

Uli Edel

Prodotto da:

CONSTANTIN FILM PRODUKTION, NOUVELLES EDITIONS DE FILMS, G.T.FILM PRODUCTION

Distribuito da:

BIM

Edizione italiana:

PCM Audio

Dialoghi italiani:

Luigi Calabrò

Direttore del Doppiaggio:

Rodolfo Bianchi

Assistente al doppiaggio:

Francesca Rizzitiello

Fonico di doppiaggio:

Marco Del Riccio

Fonico di mix:

CLAUDIO TOSELLI

Supervisione artistica:

Marcello De Bellis

Voci:

Martina Gedeck:

ROBERTA PELLINI

Moritz Bleibtreu:

FABIO BOCCANERA

Johanna Wokalek:

ROBERTA GREGANTI

Nadja Uhl:

FRANCESCA FIORENTINI

Bruno Ganz:

RODOLFO BIANCHI

dialoghi
italiani
3
direzione
del doppiaggio
4,5

La banda Baader Meinhof
(Der Baader Meinhof Komplex, Germania/Francia/Repubblica Ceca 2008)

L’ingresso in clandestinità della giornalista Ulrike Meinhof a fianco del gruppo guidato da Andreas Baader segna la nascita della RAF e l’inizio degli anni di piombo tedeschi. Il film di Uli Edel non dà risposte, cosa forse impossibile, agli interrogativi storici ma ha il merito di porre la questione della lotta al sistema in termini generazionali e in quanto tali esistenziali: se l’età di chi si oppone è la forza ma anche il limite della rivoluzione, non può esserci vittoria contro un apparato che tutto macina, apparentemente anche in virtù del fatto che tutto conosce. Questa è la distanza drammaticamente incolmabile tra la prassi vitale, ormonale e in quanto tale scomposta e non organizzata di chi si oppone al sistema e la prassi articolata, quasi onnisciente, di chi il sistema incarna e che appare quindi inattaccabile se non contapponendogli altrettanta conoscenza di sé e del mondo, a patto di arrivare all’età giusta in vita e con la forza e la voglia di cambiare qualcosa.

Il doppiaggio del film di Edel è molto buono, e se l’originale deve molto al cast di bravissimi attori tedeschi, la versione italiana deve altrettanto al talento di Roberta Pellini, di Fabio Boccanera e degli altri attori doppiatori, tutti ben scelti e benissimo diretti.
I dialoghi di Luigi Calabrò sono in generale corretti, anche se con qualche errore di sintassi che stona in un dialogo che si caratterizza per il registro costruito e non quotidiano, e molte imperfezioni di sinc, dovute senz’altro alla scelta di privilegiare il contenuto a scapito della forma senza forse aver avuto il tempo di conciliare le due esigenze.

Giovanni Rampazzo

Il punto di vista di...

Un mix italiano veramente bello e realistico e molto difficile. Una edizione veramente ottima.

Claudio Toselli

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