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Scheda

Soggetto:

Greg Behrendt, Liz Tuccillo

Sceneggiatura:

Abby Kohn, Marc Silverstein

Regia:

Ken Kwapis

Prodotto da:

FLOWER FILMS

Distribuito da:

01 DISTRIBUTION

Edizione italiana:

PUMAISdue

Dialoghi italiani:

FIAMMA IZZO

Direttore del Doppiaggio:

FIAMMA IZZO

Assistente al doppiaggio:

SIMONA ROMEO

Fonico di doppiaggio:

SANDRO GALLUZZO

Fonico di mix:

ALESSANDRO CHECCACCI

Sonorizzazione:

SEFIT-CDC

Voci:

Ginnifer Goodwin:

FRANCESCA MANICONE

Scarlett Johansson:

DOMITILLA D'AMICO

Drew Barrymore:

ROSSELLA ACERBO

Jennifer Connelly:

GIUPPY IZZO

Jennifer Aniston:

ELEONORA DE ANGELIS

Ben Affleck:

RICCARDO ROSSI

Justin Long:

FRANCESCO VENDITTI

dialoghi
italiani
4,5
direzione
del doppiaggio
3,5

La verità è che non gli piaci abbastanza
(He's Just not that into you, Usa 2008)

Variazioni sul tema dell’amore per La verità è che non gli piaci abbastanza. Un’altra storia corale stile Love actually o Gli scherzi del cuore: in tutti i casi un cast di eccezione (Scarlett Johansson, Drew Barrymore, Jennifer Aniston e Ben Affleck per il primo - Hugh Grant, Colin Firth, Keira Knightley, Liam Neeson, Rowan Atkinson nel secondo – Angelina Jolie, Sean Connery, Dennis Quaid e Anthony Edwars per il terzo), personaggi con differenti e apparentemente lontane relazioni d’amore per poi scoprire, col districarsi della matassa, che sono tutti legati da parentela o rapporti lavorativi.
Quindi per La verità è che non gli piaci abbastanza assistiamo alla fine del matrimonio tra Janine e Ben che si fa travolgere dalla passione per la conturbante Anna; ai mille tenativi di Gigi per trovare l’uomo giusto facendosi consigliare dal nuovo amico Alex che le apre una finestra sulla verità sull’universo maschile; alla storia tra Beth e Neil che è perdutamente innamorato di lei, ma ha un’allergia cronica al matrimonio; e alla storia di Beth che lotta contro le nuove tecnologie che hanno cambiato le regole del corteggiamento.
In realtà si tratta di stereotipi visti e stravisti al cinema: la donna illusa che si fa un sacco di film mentali sugli uomini quando non la chiamano, l’uomo che è stato costretto a sposarsi perché era la cosa giusta da fare, ma alla prima occasione si ribella, la donna controllata con il pallino della precisione e della pulizia, i mariti distratti ed egoisti che ignorano i bisogni delle mogli, il ragazzo che si tiene a distanza di sicurezza dall’amore per non rimanerne scottato. Un pizzico in più di originalità non avrebbe guastato, anche se, si sa, quando si parla d’amore si fa sempre centro perché lo spettatore rivive le proprie esperienze. Soprattutto con delle storie parallele – in un modo o nell’altro l’attenzione dello spettatore viene catturata per forza. Tuttavia, i dialoghi divertenti, il linguaggio vicino alla realtà dei giovani, la recitazione degli attori, riescono a rendere queste due ore divertenti e interessanti. Apprezzabile anche la colonna sonora con performers di sicuro appeal: Maroon Five, The Cure, REM, Black Crows, Ting Tings e Scarlett Johansson in un’edita veste di cantante per il brano di chiusura Last goddbye.
Buona la versione italiana, soprattutto per i dialoghi. Fiamma Izzo ha distribuito le voci in maniera equilibrata, senza dare cadenze o tonalità particolari che potessero far emergere un personaggio dal coro – ottimo accorgimento.
Non sono stati tradotti, però, i sottotitoli di alcune conversazioni straniere all’inizio del film – conversazioni in lingue orientali e africane che supportano la tesi che se le donne pensano che quando gli uomini le trattano male è perché in realtà sono innamorati di loro è un problema di natura universale.
Non è neanche stato trovato il modo di tradurre il quadro che Neil sta appendendo quando Beth lo lascia perché lui non vuole sposarla. Il quadro è una composizione della parola “Should” (dovere) scritta in caratteri e dimensioni differenti. È molto significativo, è l’emblema dell’impegno che dovrebbe prendersi, ma che lui rifiuta – ma così chi non conosce la grammatica inglese l’ha perso.
Buoni, invece, l’accorgimento di doppiare il brusio di sottofondo durante una vendita al pubblico di un immobile organizzata da Conor e di far leggere con voce fuori campo il biglietto che Janine lascia a Ben «Fattene quante vuoi. PS: Voglio il divorzio».
Molti buoni i dialoghi che hanno mantenuto l’allegria e l’immediatezza originali con frasi e battute che rendono la pellicola divertente. Eccone alcune esempi «Se senti una di queste frasette («tu meriti di meglio», «il problema non sei tu, sono io», «non riesco a sopportare che ti sposi qualcun altro, ndr) corri a comprare biscotti e gelati perché sei stata mollata» quando due donne spiegano l’abilità degli uomini nel lasciare le loro compagne. Oppure «Ha un culo per cui me lo farei vestito» detto da Anna a Ben sull’orlo della piscina – e della loro passione. O ancora Alex che sbotta con Gigi urlando «Ma perché voi donne vi fate tante pippe mentali?». Sono frasi divertenti che raccolgono il consenso, così come l’ilarità, dello spettatore.
L’unico errore sta in questa battuta di Alex «Mi piaci come mi piacciono i basset hounds. Sono così patetici che gli vuoi tirar su il morale». La battuta viene detta un po’ veloce e bisogna riflettere un secondo per capire che, all’interno della frase italiana, è stato detto “basset hounds” e pensare ai bassotti. Sarebbe stato più immediato dire bassotti – anche se non ne è l’esatta traduzione, il significato non sarebbe mutato.
A parte questo piccolo errore, i dialoghi sono l’arma vincente di questo film che evita quindi di scadere nella retorica.

Alessandra Basile

Il punto di vista di...

Mi riferisco all'articolo che Alessandra Basile ha scritto sul doppiaggio e l'edizione Italian del film in oggetto. Vorrei sapere quale copia 35mm Italiana la signora ha visto, quale giorno e in quale cinema, dato che tutti i sottotitoli presenti nella versione originale sono stati accuratamente tradotti e stampati in Italiano, controllati ed approvati al momento della check print. Inotre, ancora una volta vi segnalo che è sbagliato notificare le società di doppiaggio come curatrici della "edizione Italian" dei film, in quanto l'edizione completa è curata dagli uffici edizione delle distribuzioni. Aspetto vostro cortese riscontro. Grazie, Antonella Canturi

Antonella Canturi

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