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Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

John Patrick Shanley

Sceneggiatura:

John Patrick Shanley

Regia:

John Patrick Shanley

Prodotto da:

SCOTT RUDIN PRODUCTIONS

Distribuito da:

Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

Edizione italiana:

TECHNICOLOR spa

Dialoghi italiani:

MAURA VESPINI e LAURA COSENZA

Direttore del Doppiaggio:

MAURA VESPINI

Assistente al doppiaggio:

PAOLA SPERANZA

Fonico di doppiaggio:

GIAMBATTISTA MARIANI

Fonico di mix:

ROBERTO MORONI

Supervisione artistica:

ROBERTO MORVILLE

Voci:

Meryl Streep:

MARIA PIA DI MEO

Philip Seymour Hoffman:

PASQUALE ANSELMO

Amy Adams:

VALENTINA MARI

Viola Davis:

LUDOVICA MODUGNO

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

Il dubbio
(Doubt, Usa 2008)

1964. Bronx. Il collegio della parrocchia di St. Nicholas si distingue per avere al suo interno due forti personalità. Padre Flynn (Philip Seymour Hoffman), il parroco, non ama le tradizioni, si prodiga per gli allievi in difficoltà e, in particolare, segue l’unico studente di colore della scuola, Donald Miller. L'altro lato della medaglia è Sorella Aloysius Beauvier (Meryl Streep), superiora dell'ordine le cui consorelle insegnano nell'istituto. La superiora è una strenua assertrice della necessità del rispetto dell’ordine e delle regole tradizionali, e tutti gli alunni la temono. Quando sorella James (Amy Adams), la giovane e candida insegnante di storia, le riferisce che Donald ha da qualche giorno un comportamento strano, suor Aloysius comincia a nutrire dubbi sul tipo di attenzioni che Padre Flynn riversa sul ragazzo…
Cosa dire? Il dubbio è un film di impianto teatrale, che il regista, John Patrick Shanley, ha tratto da una sua fortunata “pièce”, ma che importa? Questo è vero cinema, girato in modo estremamente coinvolgente, con la macchina da presa che esplora impietosamente i volti di attori in stato di grazia, che restituiscono personaggi complessi e tormentati. Grandissima Meryl Streep in un altro dei suoi ruoli camaleontici, che sempre più la accomunano a mostri sacri del passato come Bette Davis o Katharine Hepburn. Vederla recitare è sempre una gioia e qui è affiancata da una coppia di colleghi impareggiabili come la finissima Amy Adams, che già era sublime nel disneyano Come d’incanto e l’eccezionale Philip Seymour Hoffman, che tratteggia un Padre Flynn umano e tormentato. Una menzione speciale va però a Viola Davis, nel ruolo della madre del ragazzo, che si confronta con Meryl in una scena chiave che è il fulcro delle verità relative della vicenda.

E veniamo al doppiaggio. Lo so che sono spesso entusiasta (forse anche troppo) dei nostri professionisti del leggio ma, quando si ascoltano simili prodigi recitativi, non si può fare altrimenti. Al poker di professionisti sullo schermo, la versione italiana, diretta con maestria dalla dialoghista Maura Vespini (che è anche autrice dei dialoghi, in coppia con Laura Cosenza) abbina infatti un quartetto di voci impareggiabile guidato da una Maria Pia di Meo /Streep in stato di grazia. Pasquale Anselmo è esemplare nel doppiaggio di Hoffman; Valentina Mari è sempre più brava nella sua caratterizzazione di Suor James, i cui dubbi ne dilaniano per sempre l’allegria di fondo del carattere. Quando poi alla magia di Maria Pia si abbina quella di un’altra straordinaria artista come Ludovica Modugno (voce di Viola Davis), è fatta: il miracolo del grande cinema e del grande doppiaggio è compiuto e allo spettatore non rimane altro che godersi lo spettacolo ed ascoltare.

Nunziante Valoroso

Il punto di vista di...

gentile valoroso, mi permetto di dissentire sulla sua valutazione del film “il dubbio”, che non è un gran film ma solo un sensibile spaccato di certo bacchettonismo cattolico statunitense tipico degli anni 60, in cui sicuramente Philip Seymour Hoffman dà una grande prova di recitazione, mentre a mio avviso Meryl Streep non sta a suo agio nella parte, non è credibile, e ci dà una delle sue peggiori interpretazioni. lei dice di essere un entusiasta, ed è verissimo, ma questo – se mi permette - si addice poco al suo dovere di critico. trovo infatti che la sua valutazione del doppiaggio sia ampiamente sopravvalutata: secondo me la voce scelta per padre flynn è troppo ambigua e può indurre a pensare che il dubbio sia ben riposto, cosa che la voce originale non fa; la doppiatrice della streep invece – pur essendo sempre la solita che la doppia – calca su un tono giovanilistico e un filo sensuale che sommandosi alla inadeguatezza dell’attrice per questo ruolo crea un effetto complessivo decisamente sgradevole, suona di vaso rotto. al contrario suor james e la madre del ragazzo nero sono molto convincenti. anche per i dialoghi ci sono cose che non mi sono andate giù, fra quelle che ricordo c’è per esempio il fatto che non è stato tradotto “new deal”, il nuovo corso della politica economica usa promosso da roosvelt; “noodles”, i nidi di pasta fritta; e tutti i titoli delle canzoni di natale: l’effetto è stato fastidiosissimo. come anche parecchie labiali fuori posto. insomma, prima di dare un giudizio da 5 e 5 bisogna pensarci bene, se no qualcuno può pensare male. saluti

Giuseppe Ragaglia

La risposta...

Caro sig. Giuseppe, il suo è un rispettabilissimo punto di vista. La mia recensione fu scritta subito dopo la visione del film in lingua italiana (non ho visto l'originale) e quindi si basa su pareri personali. Io la Streep l'ho trovata molto brava nel ruolo, come anche la doppiatrice e il mio voto è assolutamente personale e non legato ad alcunchè, ma soltanto dettato dalle sensazioni ed emozioni personali. In un buon doppiaggio, se ci sono emozioni, ed io le ho provate, il rispetto o meno di qualche labiale in più o meno passa in secondo piano...non vedo cosa ci sia da pensare male se mi sono entusiasmato. Meno male, anzi, che ci sono diversi punti di vista, altrimenti il tutto sarebbe molto più noioso. Salutoni

Nunziante Valoroso

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