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Scheda

Soggetto:

Jack Kirby, Stan Lee, Don Heck, Larry Lieber

Sceneggiatura:

Arthur Marcum, Matthew Hollaway, Mark Fergus, Hawk Ostby

Regia:

Jon Favreau

Prodotto da:

AVI ARAD PER MARVEL ENTERPRISES

Distribuito da:

UNIVERSAL

Edizione italiana:

SEDIF

Dialoghi italiani:

MARCO GUADAGNO

Direttore del Doppiaggio:

MARCO GUADAGNO

Assistente al doppiaggio:

ELENA FEDERICO

Fonico di doppiaggio:

ANTONELLO GIORGIUCCI

Fonico di mix:

GIANNI PALLOTTO

Sonorizzazione:

TECHNICOLOR SOUND SERVICES

Voci:

Robert Downey Jr.:

ANGELO MAGGI

Terrence Howard:

FABRIZIO VIDALE

Gwyneth Paltrow:

FRANCESCA FIORENTINI

Jeff Bridges:

MASSIMO CORVO

Shaun Toub:

SERGIO LUCCHETTI

Leslie Bibb:

FRANCESCA GUADAGNO

Clark Gregg:

PASQUALE ANSELMO

Sayed Badreya:

FRANCO MANNELLA

dialoghi
italiani
2,5
direzione
del doppiaggio
3,5

Iron man
(Iron Man, Usa 2008)

Traslare un’idea che nasce per il fumetto in un film non è cosa facile e Iron Man ci riesce solo in parte. Infatti, mentre l’impianto della sceneggiatura poggia le sue fondamenta sulla rappresentazione del “fantastico”, la storia è forse troppo vicina al nostro presente, o almeno a quel presente “embedded” che tanto ci viene propagandato e che tanto fa gioco alla propalazione della Paura. Quindi è il fantastico che vuole sembrare reale, e quindi toppa, o è la mescolanza tra i due livelli il vero obiettivo: quello di tenerci in stato confusionale tanto da farci poi digerire ogni pillola liberticida. Nel finale ovviamente il cattivo di turno riequilibra le cose e riporta il tutto nel giusto alveo, ma fino ad allora sembra di assistere a una rappresentazione intellettualmente disonesta, come se una mente maligna volesse corrompere anche le più pure, ingenue, o perverse fantasie con inserti melliflui e moraleggianti. Degne di rilievo la citazione di Alien, con le catene pendenti e la battutina di RDJ a Stan Lee/Hefner. Il doppiaggio segue passo passo questa linea e non imbocca la strada della visione straniata dall’origine fumettara risultando così filologicamente adeguato, ma poco creativo. Le voci sono molto ben scelte (molto bravi Francesca Fiorentini e Angelo Maggi) e rispondono adeguatamente, precise e drammaturgicamente corrette, per l’appunto forse troppo corrette, troppo poco irreali, come se il tutto potesse davvero svolgersi sotto i nostri occhi. E questo è il suo limite – insieme a una pronuncia dei termini lasciati in inglese (Iron, indùstris, il nome dell’agenzia governativa) che lascia molto a desiderare -, un doppiaggio di maniera, senza guizzi, anche se in linea con il film. Senza guizzi anche il dialogo, all’ascolto preciso nei contenuti, ma con abbondanti fuori sinc e due scivolate piuttosto gravi: la prima, con la Paltrow a cui si fa dire “Lei finirà con l’uccidersi, Toni, e io non voglio farne parte”, un modo di esprimersi, certo, ma non in lingua italiana; la seconda – uno dei pochi momenti di IRONia del film - è in bocca all’agente del governo che attende per tre quarti della pellicola l’appuntamento con Stark e ogni volta si presenta snocciolando la lunga sigla della sua agenzia governativa di appartenenza che nell’ultima scena riduce con SUSCI: bè, la vis comica generata dal tormentone e dal buffo acronimo sarebbe stata un po’ diversa se il nome dell’agenzia non fosse stato lasciato in inglese ma opportunamente adattato in italiano.

Marnie Bannister

Il punto di vista di...

Per quanto riguarda gli errori di doppiaggio Vi segnalo che RDJ dice alla sua assistente mentre è impegnata a sostituire il congegno elettronico che lo tiene in vita, che è un pò come giocare al PICCOLO CHIRURGO, ma il gioco in Italia è famoso come l'ALLEGRO CHIRURGO, non avrebbe dovuto essere adattato? Daniela Sergi

Daniela Sergi

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