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Recensioni Reviews

Scheda

Soggetto:

Diablo Cody

Sceneggiatura:

Diablo Cody

Regia:

Jason Reitman

Prodotto da:

FOX SEARCHLIGHT PICTURES, MANDATE PICTURES, MR. MUDD

Distribuito da:

20TH CENTURY FOX ITALIA

Edizione italiana:

SEFIT-CDC

Dialoghi italiani:

Roberto Chevalier

Direttore del Doppiaggio:

Roberto Chevalier

Assistente al doppiaggio:

Antonella Bartolomei

Fonico di doppiaggio:

Giancarlo Mattacola

Fonico di mix:

Fabio Tosti

Voci:

Ellen Page:

Alessia Amendola

Michael Cera:

Davide Perino

J. K. Simmons:

Massimo Corvo

Allison Janney:

Aurora Cancian

Jennifer Garner:

Franca D'Amato

Jason Bateman:

Massimo De Ambrosis

Olivia Thirlby:

Domitilla D'Amico

dialoghi
italiani
1,5
direzione
del doppiaggio
4

Juno
(Juno, Usa 2007)

Un film intelligente, vincitore di un meritato Oscar alla sceneggiatura, ben diretto e benissimo interpretato; peccato che in Italia sia stato utilizzato come vessillo nella sempiterna lotta tra abortisti e anti-abortisti, come se un film avesse il dovere o il potere di decidere ciò che è bene e ciò che è male.La versione italiana è tutto sommato più che discreta. Punto di forza è la scelta dei doppiatori e la brillantezza delle interpretazioni: Alessia Amendola non sfigura nel confronto con la bravissima Ellen Page e anche tutti gli altri sono molto bravi: Franca D’Amato restituisce con grande misura la nevrosi da maternità di Vanessa, Massimo De Ambrosis disegna un Mark insicuro e frustrato, Aurora Cancian rende perfettamente il disincanto della mamma adottiva, Davide Perino offre una buona prova sul bel personaggio di Paulie; tra tutti va segnalato Massimo Corvo, che si sovrappone perfettamente a J. K. Simmons regalandoci una figura paterna dolce e ironica.

Molto misurata e sensibile, quindi, la direzione del doppiaggio di Roberto Chevalier, che invece nella scrittura dei dialoghi non è stato altrettanto attento, alternando soluzioni brillanti a scivolate (l’insopportabile espressione “fare sesso” ripetuta ogni tre per due, un “divorzio in collaborazione” letterale per “collaborative divorce” invece del nostro comune “divorzio consensuale”, il jingle in via di composizione da parte di Mark immotivatamente non doppiato) tutto sommato evitabili con un po’ più di cura.
Ma dove lo Chevalier dialoghista cade è nella resa del linguaggio giovanile. Non a caso, infatti, le parti che nella scrittura gli riescono meglio sono quelle degli adulti, brillanti sì, ma in cui andava inventato poco. Juno è una persona molto originale, ed è questo il motivo della sua attrattiva e uno dei punti di forza del film. Nella versione italiana questo lo si intuisce soltanto, visto che il suo eloquio molto colorito e immaginifico si appiattisce su una serie di banali “tipo cioè” che non le rendono giustizia trasformandola in una ragazza qualunque (ammesso che nella realtà qualcuno parli davvero così), mentre sarebbe stato molto opportuno un po’ di lavoro e di sforzo per elaborare invenzioni linguistiche equivalenti all’originale e non scontate e inevitabilmente destinate a scadere nella macchietta.

Valerio Moretti

Replica

Rispondo volentieri ad una critica superficiale e non supportata dai fatti, e per fatti intendo testo inglese alla mano.Il dialogo italiano è pieno di invenzioni che rendono in modo efficace per quanto possibile, lo strambo modo di parlare di Juno e company (circall'inquasi -- okka,sfracelli, fagiolo, ovulotto è pienotto, feconda gioconda,Lia che non la da via.... e tante altre parole e modi di esprimersi che ora non ricordo a memoria.Il problema è che se si è abituati al linguaggio moderno da trivio, qui NON PUO' essere presente.Se il "critico" ci fa caso è difficile ritrovare due volte le stesse parole, se non per voluta ripetizione.I "cioè" sono dovuti al "Like", che il più delle volte, SINC PERMETTENDO, è stato tradotto con "TIPO", e "tipo cioè " è un ulteriore slang ,tipico interloquire dei giovani di tutto il mondo, tranne dei teen ager marziani che forse conosce il signor Moretti.I dialoghi sono stati visti, quasi per nulla corretti e approvati dalla Fox che tiene molto alla fedeltà all'originale. Parlare di "superficialità e macchietta" è quantomeno offensivo.Una cosa può e DEVE non piacere, ma il rispetto del lavoro altrui è sacro, altrimenti ho il diritto di chiamarla SCRIBACCHINO, data la sua ignoranza tecnica: la informo che il Jingle (da me opportunamente dialogato) non è stato inserito perchè era in colonna internazionale.Sa cos'è? E' quella cosa dove ci sono tutti i rumori e le musiche e se una qualsiasi cosa è lì DEVE restare originale.Prima di lanciare giudizi lapidari, si ponga delle domande e soprattutto rispetti il lavoro altrui, fra l'altro premiato da FIOR DI INCASSI e giudizi positivi di suoi ben più titolati colleghi. Un' ultima cosa: se una direzione "molto misurata e sensibile" la premia con un 4, i voti maggiori a cosa sono dovuti, di grazia? Non che tenga al suo voto, è pura curiosità....macchiettistica.

Roberto Chevalier

Risposta

Da che mondo è mondo alcuni di noi scelgono di percorrere i mestieri dell’arte e altri i mestieri dell’analisi e della critica: i primi sanno che insieme agli applausi possono arrivare i fischi; i secondi sanno che rischiano di colpire i primi nel loro amor proprio, e per questo cercano di sostenere il loro parere (sempre e comunque legittimo) con argomenti. Se le regole del gioco sono chiare, nessuno è autorizzato a dare dello "SCRIBACCHINO" a nessun altro, cosa che io non ho fatto. Sfido il signor Chevalier a negare che tradurre "collaborative divorce" con "divorzio in collaborazione" sia una scivolata. Come pure il jingle lasciato in originale è un elemento sgradevole, e il signor Chevalier dovrebbe convenirne, piuttosto che accusare lo spettatore ignorante di cose tecniche. Poiché, però, so che cos’è una colonna internazionale, mi chiedo allora perché lo abbia "opportunamente dialogato" se, in qualità di direttore, avrebbe potuto sapere prima che era inutile farlo. Per venire al succo della questione, non ho mai detto che avrei apprezzato un linguaggio "DA TRIVIO" in bocca a Juno; ritengo semplicemente che il gergo giovanile da lui considerato adatto a rendere il linguaggio inventivo della protagonista non sia né inventivo, né attuale, né che possa essere tipico "dei giovani di tutto il mondo", che parlano, a quanto ne so, lingue diverse. Mi riferisco al "tipo cioè" (che sarà pure a sinc ma mi arrogo il diritto di trovare macchiettistico) e al "fare sesso", calco di "make sex" che si sente solo nel doppiaggese nostrano e che trovo, questo sì, un po’ da trivio. E comunque, se il signor Chevalier non mi considera abbastanza qualificato (per quanto non esistano un ordine dei critici né un ordine dei dialoghisti) per mettere in dubbio il suo operato, riporto qui il ben più autorevole parere di Luisa Cotta Ramosino ("Scegliere un film 2008", Ares): «…il doppiaggio italiano mortifica in parte il ritmo scoppiettante e l’inventiva verbale dell’originale». Anche per me questo è l’unico limite del doppiaggio del film, che per il resto, soprattutto per quanto riguarda la scelta e la direzione degli attori, ho trovato, appunto, "molto misurato e sensibile". Infine, mi sarei aspettato che fosse il signor Chevalier, nella sua qualità di traduttore professionista, a spiegare alla Fox che cosa significhi "fedeltà all’originale", e non il contrario.

V. M.

Il punto di vista di...

Ho visto Juno e devo dire che il film mi è piaciuto tantissimo! L'ho trovato brillante come sceneggiatura, ed ho apprezzato tantissimo l'interpretazione della protagonista ovviamente.... un gran bel caratterino ma tenerissima al contempo. Ho trovato tutto molto credibile e questo grazie a degli ottimi dialoghi, veritieri e attuali. Conosco poco l'inglese(non ne vado fiero) ma non sarà certo un "collaborative divorce" a farmi giudicare male i dialoghi italiani di Juno. Quello che invece mi da fastidio è il continuo cambiare doppiatori agli attori....questo è il vero male che serpenteggia nel mondo del doppiaggio...ogni qual volta che vedo un trailer di un film in lingua originale di Bruce Willis mi chiedo: "chi sarà il doppiatore questa volta?" Ma è mai possibile??? Che senso ha togliere un Sorrentino che sta benissimo su Willis?? Oppure Amendola sostituito da Proietti x De Niro in Casinò??? Cosa hanno voluto dimostrare rivoluzionando,in maniera pessima, il doppiaggio di American Gangster???(per ki non lo sapesse Washington doppiato da sempre Pannofino/sostituito da Insegno... mentre Crowe doppiato da sempre da Ward/sostiutito da Pucci) E come non parlare di Tom Cruise.... suo storico doppiatore Roberto Chevalier messo da parte,senza alcun motivo, rovinando una trilogia(M-I) e distruggendo a mio avviso l'interpretazione dello stesso Cruise ne La guerra dei mondi di Spielberg....ma perchè mi chiedo io, a quale scopo....??? In questo modo si danneggia il CINEMA, perde lo SPETTACOLO ed il lavoro dell'Attore stesso, una voce è legata a una persona per tutta la vita, e nel nostro immaginario quell'attore ha quella voce. Adesso chiedo a lei signor Moretti, e colleghi che vi occupate di doppiaggio, per quale motivo non sollevate la questione? xkè non ne parlate...xkè nemmeno una lamentela da parte vostra ????? E' questo il vero male da criticare, il problema da sollevare e fronteggiare....se amate il cinema avete il dovere di proteggerlo!!! grazie per avermi ascoltato.

Claudio

Risposta

Caro Claudio, la questione che lei pone è assai complessa. Forse dovrebbero essere i doppiatori i primi a rifiutarsi di sostituire i colleghi: sarebbe un gesto di dignità, oltre che di solidarietà; un ruolo importante potrebbero averlo anche i divi doppiati, se non altro come forma di ringraziamento a chi li rende famosi all’estero. Approfondiremo volentieri l’argomento; intanto la ringraziamo per averlo evidenziato. A Roberto Chevalier: nonostante la mia risposta affatto equivoca, lei continua sulla linea dell’insulto, e quindi mi arrendo volentieri all’evidenza. Altrettanto volentieri seguirò il suo ammonimento, e se mi capiterà di dover recensire un film in cui lei abbia dato un contributo come direttore o come dialoghista, assegnerò il "voto" (che le ricordo essere da 0 a 5 e non da 0 a 10, come sembra aver capito) al supervisore o al responsabile dell’edizione.

V. M.

Il punto di vista di...

salve sig. Moretti . mi incuriosisce la risposta che Lei dà a Claudio sulla " sostituzione " delle voci ( e sono d accordo solo in parte su ciò che dice Claudio ) sicuramente la questione è piu complessa . ma sarebbe cosi gentile da spiegare di quale "dignità " parla ? anzitutto un direttore chiama chi vuole ( o dovrebbe essere cosi ) ma che vuol dire ? che un attore dovrebbe rifiutare il lavoro in nome di che ? e quale scandalo avviene mi scusi ? a parte i big che se la vedono loro , ma faccio degli esempi personali cosi ci capiamo . io doppiai david strathairn nell " ultima eclissi " o dolores clainbourne se preferisce . vinsi il provino spedito a taylor ackford in america. bene : prima di me lo doppiò Marco Mete . ( il socio ) nemmeno lo sapevo . e dopo di me l ha doppiato Roberto Draghetti in good night good luck . forse il mio collega draghetti non ha avuto " dignità ? semplicemente è andato a lavorare . e con ogni probabilità il direttore nemmeno lo sapeva che l avessi doppiato io .e se anche l avesse saputo non poteva preferire lui a me ? e io non avrei avuto dignità quando ho doppiato timoty spall in "vatel " che di solito lo doppia il mio amico Roberto Stocchi ? ( manco lo sapevo ) e se l avessi saputo anche sarei andato semplicemente a LAVORARE . e quando io doppiavo un personaggio fisso sulla serie "oz" Stocchi non mi ha sostituito ? io mi perdoni ma prima di parlare di dignità rifletterei . l attore va a lavorare tutto qui . poi ci son molti altri fattori in cui non entro . e a Claudio vorrei dire che non è del tutto giusto quel che lui dice . da spettatore dico che secondo la sua logica non ci sarebbe mai un "ricambio" ne una sperimentazione diciamo cosi " artistica " di altri attori che doppiano attori . bisognerebbe usare questo termine piu che " voce " . inoltre a voi critici dico : fate caso a certe distribuzioni , alla recitazione , buona o cattiva che sia . non "limitatevi " ai dialoghi pur importanti . ma una critica vera sulla recitazione sarebbe veramente costruttivo .

Bruno Conti

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