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Scheda

Soggetto:

Duncan Brantley, Rick Reilly

Sceneggiatura:

Duncan Brantley, Rick Reilly

Regia:

George Clooney

Prodotto da:

George Clooney, Grant Heslov e Casey Silve per Smoke House, Casey Silver Productions, Road Rebel

Distribuito da:

UNIVERSAL

Edizione italiana:

PUMAISdue

Dialoghi italiani:

FIAMMA IZZO

Direttore del Doppiaggio:

FIAMMA IZZO

Assistente al doppiaggio:

SIMONA ROMEO

Fonico di doppiaggio:

SANDRO GALLUZZO

Fonico di mix:

ALESSANDRO CHECCACCI

Sonorizzazione:

SEFIT-CDC

Voci:

George Clooney:

FRANCESCO PANNOFINO

Renée Zellweger:

GIUPPY IZZO

John Krasinski:

FRANCESCO VENDITTI

Jonathan Pryce:

LUIGI LA MONICA

dialoghi
italiani
5
direzione
del doppiaggio
5

In amore, niente regole
(Leatherheads, Usa 2008)

Sofisticata commedia diretta e interpretata da George Clooney, In amore niente regole riporta in vita il genere della screwball comedy, in cui la battaglia fra uomo e donna prende vita in un alternarsi di arguti battibecchi e maliziosi dispetti prima di giungere al lieto fine. Da tempo questo tipo di commedia, poco triviale e molto ricercato, era quasi scomparso dalle sale cinematografiche, forse a causa della sua natura “troppo parlata” per il cinema odierno. George Clooney lo riscopre e lo modernizza senza esagerare, per mantenere quell’atmosfera passata che dona alla storia maggior fascino. Il processo era rischioso: si trattava di riuscire a far rivivere con brio atmosfere del cinema di una volta, ma il risultato è buono. Sia Geroge Clooney, nei panni di uno scanzonato quarantenne che gioca a fare l’eroe del football, che Renee Zellweger, che incarna l’emancipata cronista d’assalto, sono bravi nella recitazione serrata, fatta di finti bronci e stoccate, che questo genere di cinema richiede.
Siamo negli Stati Uniti del 1925, il football professionistico non è un mestiere serio, ma le cose stanno cambiando… Quel gioco fatto di uomini duri, pronti ad ogni scorrettezza pur di vincere, sta per essere invaso dalle regole e dagli schemi di gioco. In questo rivolgimento del mondo sportivo i Duluth Bulldogs cercano di sopravvivere, incoraggiati dal capitano Dodge Connolly. La bancarotta e lo scioglimento della squadra non scoraggiano Dodge, che riesce a trovare un nuovo sponsor e ad ingaggiare la stella del football studentesco Carter Rutherford. Il fiuto di Dodge si rivelerà infallibile, il giovane Carter è un grande giocatore ed un eroe di guerra, saranno in molti a pagare per vederlo in campo. La storia si complica con l’entrata in scena della bella Lexie Littleton, avvenente cronista del Chicago Tribune, determinata a far luce sulla vera storia di Carter. Sia il giovane giocatore che il vecchio Dodge si innamoreranno di Lexie. Ma sarà il vecchio mascalzone a conquistare la ormai non troppo giovane cronista, lasciando in eredità al giovane bellimbusto un football tutto da creare.
Il linguaggio italiano fa uso di espressioni vagamente antiquate, che accompagnano meglio il sapore del film in costume. Gli anni ’20 sono gli anni del proibizionismo, delle prime donne in pantaloni e di un linguaggio ammiccante ma mai scurrile, soprattutto sulle labbra di una donna. All’epoca era «Proibito dire cacchio alla radio» come ricorda il radiocronista nella scena finale. I dialoghi del film rispecchiano l’epoca; per esprimere ciò che oggi si risolverebbe con una semplice imprecazione, Lexie deve così affidarsi a tutte le proprie capacità dialettiche. Da qui nascevano i divertenti battibecchi della commedia di quegli anni. Lexie non deve resistere solo al divertente assalto di Dodge, ma anche a quello del maschilismo dilagante fra i cronisti che si chiedono «Hey cosa ci fa una donna in sala stampa?» durante una partita di football, per giunta armata di taccuino quando «E’ come la biblioteca del congresso qui dentro niente si perde e a niente si rinuncia». Ma i pregiudizi sono duri a morire, perciò Lexie viene definita la «signorina capezzolo d’oro». Semplici boutade costituiscono la struttura della comicità del film, come quando uno dei giocatori domanda «Hey dici che io potrò mai entrare al cinema?» «Sì basta che paghi il biglietto».
Anche il football professionistico è sotto lo sguardo critico dei personaggi: «E’ un circo a tre piste con Carter che fa l’orso danzante», le «maledette regole stanno rovinando il gioco». Un’epoca sta per terminare, ma il bello della sfida continua ad esistere: questo è il messaggio profondo del film, e alla fine viene da chiedersi se la bella storia d’amore a lieto fine sia quella fra Lexie e Dodge o quella fra gli americani e il football.
Divertente e scorrevole, In amore niente regole non solo recupera gli stilemi di un vecchio genere, ma lo fa rivivere con un’estrema vivacità di dialoghi, adattati in modo eccellente da Fiamma Izzo, che nel suo lavoro è stata attenta a non perdere l’identità cinematografica del film. La scelta dei doppiatori ha appoggiato in pieno l’anima e la recitazione della commedia. Fresca e civettuola Giuppy Izzo, che dà a Renee Zellweger una malizia inaspettata, ammiccante e scanzonato Francesco Pannofino che dà voce a Gorge Clooney all’apice della sua immedesimazione in novello Cary Grant. Francesco Venditti restituisce invece a Carter Rutherford quel misto di innocenza e voglia di far colpo che fa sorridere il pubblico insieme a Lexie.

Francesca De Rosa

Il punto di vista di...

Recensione precisa e dotta che ci ha fatto rivivere, tramite lo scritto, le emozioni vissute durante la proiezione del garbato fim "In amore, niente regole". Complimenti.

Nicola Ferrazzano

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