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Interviste Interviews

Intervista a
Stefano Mondini,
attore, doppiatore, direttore di doppiaggio e presidente ANAD
 

15 05 2013

domanda

Quello di “drammatizzare” l’oversound, ovvero di passare da una lettura più o meno piatta a una semi-interpretazione del personaggio intervistato è, mi pare, un uso invalso già da qualche tempo. Come spettatore, ricordo di averlo notato la prima volta in un documentario che ricostruiva, a dieci anni di distanza, l’attentato alle Torri Gemelle, ma lei sicuramente ha notizie più precise “dall’interno”. Come attore, le sembra che il genere ci abbia guadagnato o che questa aggiunta di interpretazione renda, paradossalmente, più falso qualcosa che era vero?

risposta

Sì, la drammatizzazione dell’interpretazione degli oversound è cosa vecchia, o meglio, prima c’erano due scuole di pensiero: chi voleva un’interpretazione più neutra, chi invece più partecipata. Negli ultimi anni si è preferito andare più in questa seconda direzione, anche in virtù dello stile sempre più narrativo che hanno assunto i documentari. All’inizio, infatti, erano soprattutto dedicati alla natura, agli animali, e quando qualcuno veniva intervistato parlava esclusivamente e tecnicamente dell’argomento trattato. Oggi si entra nel merito di aspetti diversi: dal sociale, al costume, alla patologia comportamentale, al business e così via. Credo che certi prodotti abbiano quel fascino in Italia anche grazie a questa drammatizzazione che ricalca più fedelmente l’originale; beninteso, non è doppiaggio puro, che è tutta un’altra cosa.

domanda

Per entrare in ambito “sindacale”, il similsync e l’oversound di cui parla il contratto sono la stessa cosa, oppure questo tipo di doppiaggio è una novità e quindi, di fatto, non è normato a livello contrattuale?

risposta

Il similsync è una novità di questi ultimi anni, tecnica che costa molto meno del doppiaggio classico e che, attualmente, ha lo stesso costo dei normali documentari cosiddetti non a sinc. È una lavorazione che prima non c’era e che quindi non è ancora nella normativa del C.C.N.L. Le tariffe applicate, quindi, sono arbitrariamente quelle dei documentari non a sinc.

domanda

A fronte dei dati sul successo di questi prodotti e sui conseguenti risultati finanziari dei canali che li producono, quali sono le sue riflessioni?

risposta

Il commento riguardo il fatturato di Discovery è positivo per l’azienda e meno positivo nel rapporto con il settore doppiaggio. La tendenza è pagare queste lavorazioni sempre meno, cosa che come ANAD, non solo non possiamo accettare, ma riteniamo debbano avere un riconoscimento adeguato. Quale sia la misura di questo “adeguato” lo verificheremo in sede di rinnovo contrattuale e normativo.

domanda

In conclusione, il mondo del doppiaggio è davvero una terra di conquista o vede orizzonti più sereni?

risposta

Il doppiaggio non è, e sicuramente non sarà terra di conquista. E fino a che sarò presidente dell’ANAD farò di tutto perché questo non accada. Non deve accadere per non macchiare la professionalità che ci viene riconosciuta in tutto il mondo, perché i lavoratori del doppiaggio, e ci metto direttori, dialoghisti, assistenti, attori, fonici, sincronizzatori e tutto il personale che manda avanti questo settore, sono figure altamente specializzate, e si deve riconoscere loro quanta qualità hanno sempre messo in questo straordinario lavoro nel quale siamo ancora i migliori al mondo. Gli orizzonti che ora appaiono ingombri di nuvole preludono al bel tempo, perché siamo decisi, non solo a rinnovare il contratto e a migliorarlo, ma anche a far capire quanta importanza commerciale e artistica ha questo lavoro in Italia.

 

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